Agrigento tra le ultime Smart City di Italia

La città si piazza solo al 110° posto, in compagnia di Caltanissetta, tra le 116 province italiane, malissimo in tutte le aree tematiche tranne nelle energie rinnovabili.

Notizie davvero poco edificanti quelle che emergono dal ranking nazionale delle Smart City per quanto riguarda Agrigento, che riesce a piazzarsi al 110° posto, in compagnia di Caltanissetta, sulle 116 province italiane. Cerchiamo di capire cos'è una Smart City e come fa una città a diventarlo. La società di ricerca e strategia Between ha stilato un rapporto creando un vero indice, sul quale ha basato quante città italiane siano diventate Smart e quale sia il livello raggiunto da ognuna.

Innanzitutto una Smart City è una città che si rende sempre più fluida e facile da vivere per i suoi cittadini. È nel momento in cui riesce a creare delle differenze positive tra il “prima” e il “dopo” aver  compiuto e attuato delle scelte, che permettono all’abitante di vedere innovazioni tangibili che hanno migliorato il proprio benessere. Attraverso questo indice è possibile capire il livello di “smartness” raggiunto da ogni singola città incrociando dati e indagini. Queste vengono effettuate in svariati ambiti che vanno dalla mobilità alle energie rinnovabile, dalla gestione delle risorse naturale a quelle dei servizi pubblici e via discorrendo, suddividendo l’indice in 9 aree tematiche,  riesce a stabilire quale sia il livello Smart che si è raggiunto.

La città più smart d’Italia è risultata essere Bologna seguita da Milano e Roma. Il capoluogo emiliano è quella che si trova più avanti nel percorso verso la piena realizzazione della Smart City, avendo apportato innovazioni superiori alle altre nelle diverse arre tematiche. Come dicevamo per quanto riguarda Agrigento le notizie sono pessime e il 110° posto che occupa ne è la prova lampante.

Su nove aree tematiche sono addirittura 8 quelle in cui ottiene voti da terza fascia, ovvero i peggiori e sono:il “Broad Band”, che è dato dalla diffusione della  banda larga fissa e mobile;la “Smart Mobility”, ovvero diffusione del trasporto pubblico con bigliettazione elettronica, del trasporto privato con ZTL e dei pagamenti elettronici;lo “Smart Government”, che riguarda i servizi on-line attivi, dall’anagrafe ai cambi residenza ai pagamenti elettronici;la “Efficienza energetica”, che viene individuata attraverso il consumo di gas ed energia elettrica oltre al livello delle politiche ambientali sull’illuminazione pubblica attuate; le “Risorse Naturali”, che riguardano gestione dei rifiuti, la dispersione acque e la qualità dell’aria;la “Smart Health”, vale a dire livello di sanità elettronica, ovvero prenotazioni, pagamenti ticket, ritiro referti e scelta del medico curante  via web; la “Mobilità Alternativa”, cioè diffusione auto elettriche e colonnine di ricarica, car sharing, car pooling e bike sharing;la “Smart Education”, che è data dalla diffusione di pc nelle scuole, aule collegate al web e lavagne multimediali. In questa area ottiene un risultato da terza fascia. Una vera catacombe di servizi che in città non si sono praticamente mai visti.

Unico settore dove ottiene una votazione da prima fascia è quello delle “Energie Rinnovabili”, con la diffusione di fotovoltaico, eolico e idroelettrico, che permettono di poter tenere almeno salvo l'onore.

Dal Ranking appare evidente come vi sia, anche nell’attuazione delle Smart City, un divario tra nord-sud, mentre quelle del centro si distribuiscono uniformemente nelle classifica. Distacco che si intensifica se accanto al livello di Smart City raggiunto mettiamo anche il livello di vivibilità, troviamo che nella top list si piazzano Bologna, Parma, Reggio Emilia, Piacenza e Modena, mentre anche in questo caso molto in ritardo sono Caltanissetta, Vibo Valentia e Agrigento per l'appunto.

È da ricordare che la classifica è stilata in base alle percentuali di miglioramento dei servizi di ogni singola città, per tanto non dovrebbe essere difficile per Agrigento migliorare la posizione attuale, anche perché peggiorarla appare impossibile, o quasi.

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