La scuola ai tempi del Coronavirus, quando l'istruzione diventa un lusso

Tante famiglie oggi non possono permettersi l'acquisto di tablet, pc o anche soltanto della connessione internet, e le scuole non sempre possono fornire il tutto

Se, con l'avvio delle misure di contenimento del Sar-Cov19, la sfida per gli uffici pubblici è diventata quella di garantire comunque i servizi essenziali, anche in smart working, per migliaia di insegnanti e docenti agrigentini è arrivata l’epoca delle lezioni in videoconferenza, dei compiti assegnati su whatsapp e delle interrogazioni su skype, ma non per tutti.

Ci sono infatti molte famiglie, tra quelle dei ragazzi e dei bambini ancora in età scolare, che non possono permettersi di dotarli di smartphone, tablet o pc dedicati. Un problema che rriguarda anche i nuclei familiari non poveri in senso assoluto: basti pensare a famiglie con più figli o, magari, a quelle che in questo momento stanno subendo maggiormente la crisi.

“Ad oggi non abbiamo un dato preciso di quante siano le situazioni di bisogno – spiega il direttore dell’Ufficio scolastico provinciale, Raffaele Zarbo -, ma ho contezza di numerose situazioni di difficoltà economica alle quali si può porre rimedio solo in parte. Noi giorni fa abbiamo ricevuto una richiesta dal Ministero di individuare tre scuole della provincia di Agrigento per inviare dei tablet da consegnare in comodato d’uso gratuito ai ragazzi. Abbiamo seguito il criterio dell’individuazione delle strutture e delle realtà in cui vi era maggior dispersione scolastica e maggiore disagio. Abbiamo scelto alla fine quattro istituti comprensivi – sperando li finanzino tutti e quattro – tra Agrigento, Lampedusa, Raffadali e Canicattì e speriamo adesso ricevano quanto necessario da parte del Ministero dell’Istruzione”.

Alcune scuole, pare, stanno tamponando con pc di cui erano già in possesso, altre stanno sfruttando progettualità preesistenti per dotarsi delle macchine, ma oggi, ci dicono in molti, il reale problema potrebbe essere l’approvvigionamento degli strumenti in sé dato che sul mercato, al momento, non si trovano né pc, né tablet, né smartphone.

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Oggetti che, tra l’altro, potrebbero non fare la differenza se si pensa che c’è chi, ieri come oggi, non ha le risorse per permettersi la bolletta della luce. Figurarsi la connessione ad internet veloce.

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