Giovedì, 5 Agosto 2021
Flavia Buggea, presidente della consulta provinciale studentesca di Agrigento
Scuola

Covid e rientro a scuola, presidente Consulta studentesca: "Soluzione che lascia perplessi"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Dopo aver partecipato ai tavoli di coordinamento istituiti dalla Prefettura che,  sebbene esclusa dal decreto legge del 3 dicembre 2020 art.1 comma 10 lettera s dal novero dei partecipanti e perciò priva di espressione di voto, ha voluto comunque sentire la voce anche della Consulta Provinciale Studentesca di Agrigento (CPS), la sottoscritta continua a nutrire seri dubbi e perplessità sulla decisione del ritorno in presenza per l’11 gennaio  per gli studenti delle scuole superiori, stabilito dall’ultimo DPCM. Dal monitoraggio effettuato tra gli studenti della provincia di Agrigento, sono emerse notevoli criticità che riguardano soprattutto il sistema dei trasporti, inadeguato a garantire la dovuta sicurezza agli oltre 6000 studenti pendolari. Il rischio che si creino nuovi assembramenti in un periodo in cui la curva dei contagi è in rialzo, tanto addirittura da indurre i virologi ad affermare l’arrivo di una terza ondata quasi certa, è molto elevato e non rassicura gli studenti che vedono la loro salute compromessa da quello che potrebbe essere un tentativo mal riuscito di voler affrettare i tempi del rientro.Queste preoccupazioni, condivise dagli altri Presidenti delle CPS di tutta la Sicilia, sono state oggetto di discussione in seno al CoR (Coordinamento regionale scolastico), avvenuto lo scorso 4 gennaio, all’esito del quale la voce studentesca ha affermato con vigore la propria decisione contraria al rientro a scuola in presenza già dall’8 gennaio, sollecitando l’Assemblea Regionale Siciliana a organizzare appositi incontri con l’assessore all’istruzione Lagalla e l’assessore ai trasporti Falcone. 
Personalmente spero che la voce di noi studenti, i quali siamo in prima linea a rischiare, insieme ai docenti e al personale scolastico, venga ascoltata nella consapevolezza che non si tratta di una richiesta pretestuosa ma semplicemente del giusto diritto a pretendere che vengano garantiti nel giusto equilibrio il diritto allo studio ed alla salute e perciò pianificate modalità e mezzi per consentire un graduale ritorno alla didattica in presenza. 

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