Lunedì, 14 Giugno 2021
Scuola

Gli alunni della "Montalcini" all'Ecomuseo del Libero consorzio

Un "parterre” di 55 studenti - accompagnati dalle docenti Mariangela Filippazzo, Alfonsina Gallo Carrabba, Maria Cammarata e Teresa Rizzo - ha assistito ad una lezione sulla storia del “Magnifico” Palazzo della Provincia e sull’Illuminismo

Gli alunni dell'istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini”

Dall’Unità d’Italia ai giorni nostri; continuano le visite didattiche all’Ecomuseo del Libero Consorzio Comunale di Agrigento. Stamani, infatti, è stata la volta di una scolaresca dell’Istituto comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Agrigento, diretto da Luigi Costanza; un “parterre” di 55 alunni, accompagnati dalle docenti Mariangela Filippazzo, Alfonsina Gallo Carrabba, Maria Cammarata e Teresa Rizzo, ha assistito ad una lezione sulla storia del “Magnifico” Palazzo della Provincia e sull’ Illuminismo negli ambienti dell’Ecomuseo dell’ex Provincia. Gli “Ecomusei” sono previsti dalla legge regionale n. 16 del 2 luglio 2014 che ha attribuito agli enti pubblici e privati, agli Enti locali e alle associazioni, la possibilità di istituirli. 

Il termine “Ecomuseo” indica, appunto, un territorio caratterizzato da ambienti di vita tradizionali, patrimonio naturalistico e storico-artistico particolarmente rilevanti e degni di tutela, restauro e valorizzazione.  La realizzazione dell’Ecomuseo è nata dall’esigenza di riunire tutti i beni dell’ex Provincia il cui comune denominatore è il XIX secolo inserendoli al meglio in una rete di strutture, attività, laboratori ed eventi distribuiti sul territorio. 

Fanno parte dell’Ecomuseo tutti beni dell’ex Provincia il cui comune denominatore è il XIX secolo compreso il Giardino Botanico con l’erbario e l’Officina delle tradizioni popolari, recentemente inaugurata, la Galleria espositiva della Scala Reale, l’Aula Consiliare “Luigi Giglia”e la biblioteca “Gaspare Ambrosiani”, che  conserva  una pregevole copia della “Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts e des métiers”di Diderot e D’alembert.
Gli studenti  hanno, poi, visionato il pregiato patrimonio librario costituito da circa 6000 volumi a prevalente indirizzo storico, giuridico ed amministrativo, che rappresenta uno strumento essenziale di documentazione ed informazione.

Si tratta della terza edizione del cosiddetto “Manifesto dell’Illuminismo” dedicata a sua Altezza l’Arciduca d’Austria Pietro Leopoldo Granduca di Toscana, in seguito imperatore Leopoldo II. Stampata a Livorno dal 1770 al 1778, è composta da 28 volumi, di cui 17 di testo e 11 di tavole, ma di questi 28 volumi ci sono pervenuti il XXVI, che corrisponde al IX delle tavole.

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