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Martedì, 28 Giugno 2022
Salute

Angioplastica cerebrale effettuata dai cardiologi, l'innovativo intervento chirurgico ha salvato un pensionato

I medici dell'Emodinamica dell'ospedale "San Giovanni di Dio" si sono sostituiti ai neuroradiologici interventisti, figura professionale inesistente nell'Agrigentino

E' stato il primo intervento chirurgico del genere fatto in provincia di Agrigento. E lo ha fatto l'unità operativa di Cardiologia dell'ospedale "San Giovanni di Dio". L'angioplastica cerebrale, in realtà, viene fatta esclusivamente dai neuroradiologici interventisti: figure professionali carenti su tutto il territorio nazionale. Nell'Agrigentino, invece, c'è il deserto di questi specialisti. L'aver realizzato questo questo innovativo intervento chirurgico e il "dettaglio" che l'abbiano fatto i medici di Emodinamica ha consentito di salvare la vita ad un pensionato di 87 anni. Un uomo che, a causa dell'ictus cerebrale, era già paralizzato sul lato sinistro e non parlava più. "E' stato emozionante - ha ammesso, stamani, durante la conferenza stampa convocata alla Cittadella della Salute, il direttore dell'Unità operativa di Emodinamica interventistica: Giuseppe Caramanno - vedergli riprende la mobilità del braccio e della gamba e sentirlo tornare a parlare". 

IL VIDEO. Il direttore sanitario: "Tante opzioni per il cittadino utente"

I medici dell'Emodinamica dell'ospedale "San Giovanni di Dio" - sostituendosi di fatto alle inesistenti ma necessarie figure professionali: i neurologi interventisti - hanno, con una angioplastica cerebrale, salvato la vita all'anziano. "Poche angioplastiche cerebrali si fanno a Palermo e a Catania, l'unico centro di riferimento per quanto riguarda l'ictus acuto è all'ospedale 'Papardo' (il Policlinico ndr.) di Messina - ha spiegato il direttore di Emodinamica: Giuseppe Caramanno - . Per il resto, è il deserto più totale. In Italia, ci sono 180 mila ictus ischemici l'anno e di questi vengono trattati, con l'angioplastica, il 2 o 3 per cento dei pazienti. Gli altri rimangono fuori e vengono condannati alla sedie a rotelle per tutta la vita perché l'ictus è una malattia devastante ed è la prima causa di disabilità nei paesi industrializzati, con tutte le ricadute sociali, familiari ed economiche anche sul sistema sanitario nazionale e regionale". 

A definirla "invasione di campo" da parte dei cardiologi è stato lo stesso Caramanno. "C'è stata perché mancano i neuroradiologi interventisti e non sono previsti in futuro. La radiologia interventistica è una branca - è entrato nel dettaglio - ad appannaggio degli ospedali regionali e la neuroradiologia interventistica ha una specializzazione. Noi che abbiamo una grandissima esperienza per quanto riguarda le arterie coronariche abbiamo sfruttato l'esperienza e la presenza sul territorio. Non ci vogliamo sostituire ai neuroradiologici interventisti, ma c'è il deserto totale e quindi vogliamo aprire una nuova strada, che sia anche d'esempio agli altri cardiologi, e dare una possibilità in più ai pazienti con ictus, evitando loro la sedia a rotelle". L'equipe di medici si è spinta fino a livello cerebrale ed ha ripristinato il flusso. 

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