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Domenica, 14 Agosto 2022
Politica

Partito Democratico, da Agrigento bordate contro le scelte regionali

Il segretario provinciale del Pd, Zambito, critica la scelta di rinviare i congressi locali per il rinnovo delle segreterie, oggi unica candidata è Giovanna Iacono

"La commissione regionale per il congresso del Partito Democratico ha sancito, a maggioranza, di celebrare le primarie per l'elezione del segretario regionale e di rinviare i congressi provinciali e di circolo. Una decisione che lascia perplessi e che, dal racconto di chi era presente, è avvenuta in un clima surreale di rissa e insulti. Ancora una volta i territori vengono mortificati, privati di qualsiasi potere decisionale e considerati semplici esecutori di scelte fatte da chi del partito si considera il padrone".

Dopo settimane di letargico silenzio, il Pd agrigentino torna a battere un colpo. Lo fa nel contesto delle polemiche con i vertici nazionali rispetto all'avviata stagione congressuale che, appunto, in questa fase vedrà un rinvio delle decisioni per il rinnovo delle strutture locali. "Nelle prossime ore - continua Zambito - capiremo meglio le dinamiche che hanno determinato tale scelta e se la commissione per il congresso ha il potere assoluto di decidere le sorti del Pd in Sicilia o se, come credo giusto, non sia doveroso tornare a discuterne nella direzione regionale".

Un candidato per la segreteria ci sarebbe già: è Giovanna Iacono, vicesindaco di Santa Elisabetta e già candidata al medesimo ruolo alle precedenti primarie, quando si scontrò proprio con Zambito, che quindi non è interessato alla ricandiatura. "Alla luce di quanto accaduto - continua Zambito -, ritengo opportuna la convocazione urgente della direzione provinciale, aperta ai segretari di circolo e agli amministratori del Pd, per favorire un momento di ascolto e di confronto sulla situazione del Partito Democratico siciliano e per condividere le azioni da intraprendere per salvaguardare la dignità di un partito che mentre i “luminari” litigano sulla cura, sta morendo". 

Critico anche il consigliere comunale Pd di Favara Calogero Castronovo: "quello che emerge è che la solita classe dirigente non solo non riflette e non fa autocritica per le continue sconfitte elettorali subite e per lo scollamento con il territorio e con il suo popolo, ma non avanza nemmeno una proposta che dia certezza al futuro di tanti giovani che si vedono costretti a lasciare la propria terra senza speranza e garanzie ai tanti uomini e donne, non più giovani, che perdono il loro lavoro. Il Pd - continua -  sembra un partito autoreferenziale che continua a dividersi senza avere una visione futura di società. Si pensa alle spartizioni dei ruoli al proprio interno, cercando di collocare segretari provinciali gestiti dai soliti dirigenti che guardano a se stessi e alla forza dei numeri".

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