Tari a Favara, Fronte Verde: "Quante sono le utenze fantasma?"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Quale percentuale ha raggiunto il fenomeno dell’evasione fiscale della TARI a Favara? Quanti e chi sono gli evasori fiscali, ovvero i non-contribuenti-fantasma? Tra i contribuenti noti, quanti sono quelli che omettono di pagare la Tari?

Queste sono le domande che i cittadini favaresi rivolgono all’Amministrazione Comunale, al Consiglio Comunale, ai Gruppi Consiliari e alle Commissioni Consiliari Permanenti pertinenti.

L’Amministrazione Comunale, eletta a furor di popolo il 21 giugno del 2016, in questi anni non ha raggiunto o non si è nemmeno posta l’obiettivo di ricondurre al regime di regolarità contributiva tutti i cittadini residenti a Favara.

La strategia dei mastelli, prima grigi, con la precedente amministrazione e adesso colorati, non è una strategia vincente per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale TARI, ma è semplicemente una metodologia di raccolta degli R.S.U.

Chi non ha mai pagato la TARI non verrà mai a ritirare il kit dei mastelli per fare la raccolta differenziata dei rifiuti, ma continuerà a liberarsi della spazzatura come ha sempre fatto, in strada, nei cortili, su marciapiedi, nelle campagne, nei mastelli degli altri o in altro modo, mortificando il decoro pubblico.

I cittadini virtuosi meriterebbero più rispetto e non dovrebbero subire l’inciviltà di coloro che evadono e che sporcano la città.

Andrebbero adottate una serie di misure utili al contrasto all’evasione fiscale, come la redazione di un regolamento comunale mirato a dissuadere l’evasore, lo svolgimento di attività di controllo del territorio, l'istituzione di un Gruppo di Lotta all’Abbandono con cooperative o associazioni giovanili, azioni di controlli incrociati con altre utenze (elettriche o idriche), verifiche delle iscrizioni alla Camera di Commercio, misure sanzionatorie.

Ricondurre in regime di regolarità contributiva tutti i cittadini, abbasserebbe notevolmente la Tari. Infatti il valore effettivo dell’imposta si alza in funzione della percentuale di evasori fiscali presenti, i cosiddetti (non) contribuenti fantasma. In sostanza il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è utilizzato da tutti i cittadini, virtuosi e non virtuosi, nessuno si tiene la spazzatura in casa, essa viene conferita in qualche modo. Però il costo della TARI così non è spalmato sul numero reale delle utenze, cioè su tutti, perchè in tanti ancora a Favara non ricevono la bolletta; tali utenze inadempienti, una volta individuate, vanno regolarizzate calcolando insoluti pregressi ed eventuali sanzioni.

In una visione più ampia, inoltre, occorre distinguere tra chi non paga i tributi perché non ha risorse materiali e chi potrebbe pagare, ma non lo fa. Nel primo caso si potrebbe applicare il baratto amministrativo per il recupero delle somme non versate con calcoli sanzionatori adeguati.

È palese, ma è opportuno ricordare che il fenomeno dell’evasione fiscale incide notevolmente sulla qualità del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che a Favara purtoppo non brilla, basta guardarsi intorno per le strade, leggere le cronache locali o dialogare con i cittadini favaresi.

Alberto Crapanzano, Dirigente nazionale “Fronte Verde Ecologisti Indipendenti” e promotore della Confederazione Ecologista.

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