Turismo, Fratelli d'Italia: "Congelare la tassa di soggiorno"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Ci voleva il coronavirus per far comprendere alla politica Agrigentina che il settore turismo, che doveva e poteva essere il settore trainante della nostra economia, è stato da sempre abbandonato a se stesso e alle iniziative dei singoli.

Già cinque anni fa la sottoscritta proponeva la costituzione della consulta turistica e la creazione di uno specifico assessorato al turismo al fine di programmare una serie di iniziative finalizzate a favorire la crescita di un turismo che non fosse mordi e fuggi, cosa questa che avrebbe aiutato le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere nonché tutte le attività ad esse connesse come il commercio, l’artigianato, la ristorazione, agenzie di viaggio, le guide turistiche.

In questi giorni, a meno di quattro mesi dalle elezioni amministrative, si insedia, così come voluta dal consiglio comunale, la consulta turistica che si ritrova a dovere affrontare una situazione estremamente aggravata dal coronavirus. Oggi non si tratta più di pensare allo sviluppo del turismo nella nostra città, bensì di salvare il salvabile supportando il settore e tutte le attività ad esso collegate. 

Abbiamo necessità di promuovere il turismo nella nostra città facendo passare, attraverso tutti i mezzi di comunicazione, il messaggio che Agrigento, oltre ad offrire delle bellezze archeologiche, architettoniche e naturali uniche al mondo, è nelle condizioni di farlo in massima sicurezza anche perché la nostra città è tra quelle poco colpite dal coronavirus.

A questo non può non aggiungersi il suggerimento di valutare l’ipotesi di  supporti economici, seppur indiretti, come quello di congelare il versamento alle casse comunali della tassa di soggiorno lasciandola nella disponibilità delle strutture ricettive, nonché quello di verificare la possibilità tecnico-giuridica di potere mettere a disposizione delle stesse strutture le somme, già percepite negli anni precedenti e ad oggi ancora nelle casse comunali, solo ai fini di ulteriore sconto da praticarsi alla clientela per questa stagione.

Ci auguriamo inoltre che i commercianti di San Leone non debbano  dovere subire ripercussioni dai comportamenti incivili di alcuni giovani. Le  foto  che ormai siamo abituati a vedere ogni domenica mattina sicuramente creano rabbia e sconcerto, ma vorrei ricordare che i responsabili  non sono coloro che già stanno subendo un grave danno economico per le limitazioni imposte loro a causa del coronavirus. 

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