Di Rosa (Mani Libere): "Il Consiglio approvi lo statuto della consortile idrica"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“Era il 28 settembre del 2019 quando l’Ati idrico di Agrigento, aveva deciso, ad unanimità dei sindaci, Al ritorno alla gestione pubblica del servizio idrico integrato mediante la formazione di un’azienda consortile. Dopo più di un anno, nonostante i solleciti della Regione, dell’azienda consortile non c’è traccia. Quindici comuni(Agrigento è tra questi) dell’Ati infatti, non hanno ancora approvato lo statuto della stessa. Ritardi che hanno indotto il governatore della Sicilia, Nello Musumeci al commissariamento dell’ambito territoriale idrico di Agrigento.“

Nell’incontro tenutosi all’ATI il 21 ottobre scorso tra rappresentanti di associazioni e la Commissaria Regionale al servizio idrico Maria Annunziata Di Francesco, sono emerse alcune conferme positive ma anche alcune opacità che, in questa fase delicatissima, vorremmo attenzionare. Tra le urgenze che hanno portato il Presidente Musumeci al Commissariamento dell'ATI va ricordato che c'è proprio “l’approvazione dello statuto dell’azienda consortile per i comuni ancora inadempienti”, “l’approvazione del piano d’ambito, da parte dell’assemblea o d’imperio, per i 43 Comuni, con tariffa unica adeguata alle indicazioni di ARERA” e la relativa “costituzione dell’azienda consortile speciale entro il 31 dicembre”, pena la perdita dei finanziamenti per il 2021-2027 (eventualità tragica se dovesse verificarsi visto che il comune di Agrigento ha un finanziamento di 25 Milioni di €uro per tutta la rete idrica)”. 

Per quanto riguarda l’approvazione dello statuto per i Comuni ancora inadempienti, la Commissaria ha disposto una proroga della diffida ad adempiere di altri 7 giorni. Adesso il Comune di Agrigento non ha più scusanti. Il consiglio si è insediato, e noi lanciamo un grido dall'arme, “Sindaco, è chiaro a tutti il cambio di tendenza dimostrato dalla sua amministrazione, ripariamo all'ennesimo abominevole risultato lasciato in eredità da chi l'ha preceduta, sia deliberato con carattere d'urgenza dalla sua giunta ed inoltrato al consiglio comunale, quanto richiesto dalla legge, non esponiamo la nuova amministrazione a strumentalizzazioni varie”.

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