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Angelo Capodicasa

Angelo Capodicasa

La morte di Macaluso, il ricordo di Capodicasa: "Un esempio tramandato per decenni"

Il primo presidente della Regione comunista piange l'amico e maestro scomparso: "Un dirigente presente dalla mattina alla sera, quelli di oggi neppure conoscono gli iscritti"

"Cosa ha rappresentato Emanuele Macaluso per la sinistra siciliana? Un esempio di decenni di insegnamenti, rappresentava valori che purtroppo si sono persi. L'ho sentito l'ultima volta pochi mesi fa, mi dava sempre consigli preziosi". L'ex presidente della Regione Angelo Capodicasa, primo governatore di sinistra ex comunista della storia dell'Isola, anche grazie all'azione di Macaluso, sentito dall'AGI, ricorda lo storico leader del Pci come uno dei suoi 'padrini politici'. "Era un dirigente di partito della vecchia generazione, di quelli presenti dalla mattina alla sera, pronto - ha aggiunto - a dare consigli ai più giovani, ma non solo. Oggi ci sono dirigenti che neppure conoscono gli iscritti, è un altro mondo prima ancora che un'altra politica. Sono cambiati i dirigenti ed è cambiata la politica, non ci sono più esempi come quelli di Emanuele, di Ingrao, Amendola e Napolitano che sapevano lasciare il segno e lo hanno fatto per intere generazioni". 

Era il finire del 1998 quando un quarantanovenne Angelo Capodicasa, agrigentino di Joppolo Giancaxio, deputato regionale di lungo corso, con all'attivo tre legislature, incarnò la 'prima volta' di un ex comunista a Palazzo d'Orleans, dando vita al 52esimo governo della Regione. Una svolta, compiuta dopo mezzo secolo di autonomia regionale, grazie al 'ribaltone' che misse all'angolo il centrodestra grazie a una patto tra Ds, l'Udeur di Cossiga e Mastella, Ccd, Ppi, diniani, Rete e un cossuttiano sfilatosi da Rifondazione comunista. Non durò molto: il 'controribaltone' venne messo in atto a metà del 2000.

L'ex presidente della Regione ed ex viceministro ai Trasporti del governo Prodi, dice ancora AGI: "Macaluso ha rappresentato in Sicilia una stagione storica per la sinistra e per i miglioristi, ha gettato le basi per la mia elezione a presidente della Regione, coltivando una stagione politica che portò a quel successo ma, in quegli anni, era già a Roma e aveva, inevitabilmente, un pò mollato la vita del partito nell'Isola. Il suo esempio è vivo da decenni, in termini di valori e insegnamenti, ma non vedo eredi perchè il volto della politica è profondamente cambiato". 

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