Michele Sodano: "Scorie nucleari? Mai in Sicilia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Cari amici, ho visto tanti conterranei giustamente preoccupati sul tema delle scorie nucleari in Sicilia. Ciò che vi dirò non solo vi rassicurerà, ma vi farà realizzare quanto oggi, pur di fare rumore, alcune testate regionali abbiano distorto la realtà, fatto sensazionalismo e giocato con le emozioni di noi cittadini.

La nostra è una terra che nei prossimi 50 anni dovrà puntare tutto sulla sostenibilità ambientale, sull'autonomia alimentare ed energetica, su un nuovo turismo che affianca all'attrattività del nostro patrimonio storico-culturale quella degli straordinari paesaggi naturali, dalle cascate della Gola di Alcantara ai 1700 kilometri di spiagge dorate e fondali da sogno. Questo è uno dei capisaldi che ognuno di noi deve mantenere e rafforzare, un mantra in cui credere.

Allora cosa è successo? Si è scatenata a ragion veduta l'indignazione e la preoccupazione dei Siciliani? A mio parere si, non poteva essere altrimenti, vista la comunicazione distorta diffusa da alcuni siti di informazione, poi divenuta virale. E' quindi fondamentale mettere in piedi un'operazione verità. Andiamo per gradi.

L'altroieri è stato tolto il segreto di Stato sulla carta dei luoghi in cui potrebbero essere costruiti i siti dello stoccaggio nazionale dei rifiuti radioattivi. Un documento risalente al 2015 che identifica le 67 aree più idonee a ospitare le scorie nucleari, per fortuna, per noi che amiamo la trasparenza, adesso pubblico.

Cosa non è stato detto da alcuni quotidiani regionali e politici che hanno voluto utilizzare l'argomento per fare propaganda? In primis che i 4 luoghi identificati in Sicilia, su un totale di 67 in tutta Italia, sono in fondo alla classifica dei possibili siti di stoccaggio perché ben lontani dalle caratteristiche richieste. Ma chi ha voluto fare allarmismo, questo non lo ha detto, concentrandosi sulla sola notizia incompleta della presenza di 4 siti in tutta la Regione. Se invece si volesse approfondire il tema si scoprirebbe che i luoghi identificati in Sicilia non sono per nulla appetibili, a causa dell'elevata attività sismica e dell'altitudine, come afferma Legambiente stessa. Per farla breve, non c’è possibilità alcuna che la Sicilia diventi la casa dei rifiuti nucleari Italiani. Giustissimo mantenere l’attenzione sui temi ambientali perché, come ho detto prima, dobbiamo fare della natura incontaminata uno dei nostri principali asset. Anche la crisi pandemica del Corona Virus, ha fatto emergere l’importanza di vivere in territori non inquinati e di come ciò faccia la differenza.

Rilancio dando un’informazione, precisa e puntuale: da Roma, con il Ministro Costa, abbiamo appena stanziato 13 milioni di euro per la Sicilia destinati alla bonifica delle aree più inquinate dell’isola. La Regione identifichi subito i siti da bonificare, per permettere a noi Siciliani di vivere e prosperare in sicurezza.

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