Sanità, Servire Agrigento: "Fondamentale un presidio ospedaliero per i paesi montani"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“L’impatto devastante dell’emergenza sanitaria sulle strutture ospedaliere della Provincia di Agrigento- che hanno dovuto subire una drastica e inevitabile riorganizzazione fino a sospendere  come nel caso dell’Ospedale di Ribera le ordinarie attività di pronto soccorso per far posto ai malati covid- impone la necessità di rimodulare la Rete Ospedaliera Regionale con investimenti mirati per garantire la tutela del diritto alla salute delle popolazioni montane attraverso l’attivazione di un Presidio Ospedaliero di base”. 

Lo affermano i coordinatori provinciali del Movimento politico “Servire Agrigento”, Raoul Passarello e Giuseppe Sortino. 

“I criteri ministeriali che hanno ispirato la recente approvazione della Rete Ospedaliera Regionale - oltre ad accentrare i servizi essenziali sui capoluoghi -penalizzano oltremisura gli abitanti di quei paesi come Cianciana, Bivona, Santo Stefano di Quisquina, Alessandria della Rocca, Sant’Angelo Muxaro, San Biagio Platani, Cammarata e San Giovanni Gemini che di fatto, in un momento così drammatico, non possono contare su punto di primo accesso ospedaliero nelle immediate vicinanze. Con l’aggravante di dover fare i conti con una viabilità interna impervia e pericolosa per raggiungere gli ospedali della Provincia con tempi di percorrenza che superano i 60 minuti. 

Crediamo che il diritto alla salute debba essere garantito a tutti i cittadini in egual misura indipendentemente dalla residenza in zone marginali. L’ammodernamento e la trasformazione del Presidio Territoriale di Emergenza di Cammarata in Presidio Ospedaliero di area montana garantirebbe, per i comuni del comprensorio, una adeguata risposta all’emergenza urgenza e quei livelli minimi di assistenza, di prestazioni e di media degenza ad oggi negate. La straordinaria opportunità offerta dai fondi del Recovery Fund deve essere l’occasione per potenziare il sistema sanitario regionale verso un modello incentrato sui territori e sul bisogno della persona per offrire una rete di assistenza efficacie a tutti i cittadini a prescindere dal contesto geografico. La tendenza a ridurre i costi e a chiudere i piccoli presidi ha finito per accentuare le disuguaglianze nell’accesso alle prestazioni con l’inevitabile rinuncia, soprattutto tra le persone anziane,  a curarsi per motivi economici”.  


 

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