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Rifiuti, Di Rosa: "Il Comune ha commesso delle irregolarità"

Per il coordinatore provinciale di "Noi con Salvini" "emerge un contrasto tra quanto fatto dall'amministrazione e quanto stabilito dalla legge regionale"

Il coordinatore provinciale del movimento Noi con salvini, Peppe Di Rosa, ha inviato alla Procura, alla Commissione antimafia nazionale e regionale, al prefetto, alla guardia di finanza ed all'Anac una segnalazione circa la presunta "irregolarità nella gestione del rifiuti nel Comune di Agrigento e conseguente determinazione illegale della tariffa, al fine di verificare la regolarità della condotta del Comune e il pieno rispetto del dettato normativo".

"Vista la forte difficoltà dell’avvio delle Srr è stata introdotta una fase transitoria, la quale prevede che i Comuni in forma singola od associata, in deroga all’obbligo comunitario di gestione sovracomunale dei rifiuti, possono effettuare la gestione diretta dei rifiuti redigendo preliminarmente un piano di intervento, coerente al piano d’ambito, che tuttavia deve essere preventivamente sottoposto all’approvazione del dipartimento acque e rifiuti della Regione siciliana, ed al quale devono essere allegati un capitolato d’oneri e il quadro economico - scrive Di Rosa -. Solo dopo l’approvazione del piano, il Comune (o i comuni associati) potrà procedere “…all’affidamento, all’organizzazione e alla gestione del servizio...”. Invece il Comune di Agrigento ha affidato a terzi e per 2 anni il servizio, mentre per il corrente anno 2016 lo stesso ente comunale, ha approvato il relativo piano finanziario".

Secondo Di Rosa "emerge, pertanto, un profondo contrasto dovuto al fatto che il contratto biennale stipulato l’anno precedente copre sia il 2015, che il corrente anno 2016. Il primo piano finanziario approvato dal Comune di Agrigento risale soltanto al 2013, a copertura della Tares, e lo strumento, come del resto nei successivi anni, non è mai stato trasmesso all’osservatorio nazionale dei rifiuti: quindi, si ritiene che detti strumenti tecnico-finanziari, obbligatori al fine di determinare la tassa sui rifiuti (Tari) non sarebbero mai stati vagliati". "E siccome le tariffe derivano direttamente dal piano finanziario - conclude Di Rosa - si ha motivo di ritenere che esse siano esose e che quindi i piani finanziari siano stati molto dilatati, con l’inserimento di voci improprie, penalizzando oltremodo i contribuenti".

Ora si attende la replica del Comune.
 

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