Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Musumeci: "Mi ricandido perché chi semina raccoglie i frutti, ho tenuto fuori la mafia dal governo"

Il presidente della Regione è stato protagonista ieri della kermesse "Tre anni di lavoro per la Sicilia" che si è tenuta nella chiesa di Santa Maria dello Spasimo

"Io non conoscevo la realtà del governo regionale: ero stato per cinque anni deputato di opposizione e quando mi hanno detto dal mio movimento che sarei stato candidato presidente della Regione mi sono dimesso da presidente della commissione Antimafia regionale che non può essere utilizzata in campagna elettorale. Sono arrivato a Palazzo d'Orleans e ho trovato una regione devastata: pensavo di affrontare una strada in salita e ho dovuto scalare le rocce con i miei assessori". E' questo uno dei passaggi più importanti dei temi affrontati da Nello Musumeci, protagonista ieri della kermesse 'Il governo della Regione - Tre anni di lavoro per la Sicilia' che si è tenuta nella chiesa di Santa Maria dello Spasimo, a Palermo.

Musumeci ha risposto a una domanda sulla sua ricandidatura alle Regionali del 2022. "Abbiamo trovato cinque anni di macerie - ha continuato Musumeci -. Non avevamo messo nel conto un anno e mezzo di blocco per la pandemia che ha occupato il 70% del nostro tempo. In questi tre anni e mezzo abbiamo seminato tantissimo e continueremo a farlo nel prossimo anno e mezzo, ma abbiamo anche il diritto di raccogliere. Lo dice la legge del contadino: chi semina raccoglie. Noi non siamo talmente generosi da avere sputato sangue per tanti anni e di consentire al primo arrivato in doppio petto di potere raccogliere i frutti".

"La mia ricandidatura non è un tema - ha argomentato -. Ho detto che sono ricandidato perché assieme alla mia squadra vorrei raccogliere il frutto della mia semina, ma è chiaro che io non voglio rompere il centrodestra. Se la coalizione dovese dire che Musumeci non può essere ricandidato 'per questi motivi', non sarei sordo e cieco. Se mi spiegassero perché io non posso essere ricandidato non sarei di certo così egoista da pensare che la mia ambizione di raccogliere sarebbe più importante del valore del centrodestra unito - ancora Musumeci -. In quel caso io farei tre passi indietro, ma naturalmente qualcuno mi deve convincere sulla necessità che io non sia più ricandidato".

Musumeci ha poi affermato: "Abbiamo tenuto la mafia lontana per tre anni e mezzo dal governo regionale, nonostante abbiano tentato di sfiorarci, vuol dire che c'è un presidente rigoroso e che sta con quattro occhi aperti. Non credo che per i partiti questo sia un difetto, anzi è una garanzia".

Così invece il governatore parlando della coalizione di centrodestra: "Con Giorgia (Meloni, ndr) proveniamo dalla stessa casa madre. Sono andato nei giorni scorsi alla presentazione del suo bellissimo libro, che suggerisco a tutti di leggere. Con Matteo Salvini ci siamo visti fino a poche ore fa per il Pnrr. Ho un buon rapporto con tutti i segretari regionali. Per me il centrodestra è un valore, è una famiglia: mi ha dato l'onore di essere candidato e di farmi eleggere, e inoltre mi ha consentito di rappresentare la Sicilia - ancora il governatore -. La coalizione c'è: la Sicilia, dopo nove anni, ha ritrovato il centrodestra. Qualcuno vorrebbe farci divedere per tornare indietro di 30 anni, non ci riusciranno".

"Per me c'è un nemico delle istituzioni e si chiama partitocrazia: cioè quando a governare non sono gli amministratori ma i partiti - ha aggiunto Musumeci -. Ho chiesto ai partiti si selezionarmi una rappresentanza di assessori e da quel momento in poi il mio interlocutore sono gli assessori. Il rapporto con i partiti non si è interrotto - ha concluso - ma le decisioni sono degli assessori e della giunta. Assessori regionali bravi candidati a sindaco? Io non mi occupo delle elezioni comunali.... Il presidente della Regione - ha aggiunto - deve essere il presidente di tutti, anche in campagna elettorale". 

Poi la chiusura: "E' pronto il piano formativo per i dipendenti della Regione Siciliana realizzato dalla Funzione pubblica e da esperti che lavorano a Roma. Servirà anche per quelle persone che hanno dato meno perché vogliano recuperare una fascia importante di dipendenti regionali"

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