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Un'urna per il referendum costituzionale

Un'urna per il referendum costituzionale

Agrigento volta le spalle a Renzi, trionfano i "No": i dati Comune per Comune

Ha votato contro la riforma il 70,3% degli elettori della provincia, per i Sì appena il 29,7%. Nonostante la firma del Patto per la Sicilia sotto al Tempio della Concordia, le proposte del premier non hanno convinto

Il trionfo del No travolge Renzi. Se in Sicilia stravince chi ha votato contro la riforma costituzionale, con una percentuale record che supera il 70 per cento, la provincia di Agrigento, città del ministro dell’Interno Angelino Alfano, non è da meno e ha dato una spallata determinante al governo: ha votato No il 70,3% degli agrigentini, per i Sì appena il 29,7%. Rispetto alla media nazionale è stata, però, bassa l’affluenza alle urne: su 354.596 elettori, hanno votato 187.267, pari al 52,81%.

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Nonostante la firma del Patto per la Sicilia, sotto al Tempio della Concordia, e la “passerella” di esponenti del governo durante la campagna elettorale, gli elettori della provincia non hanno creduto nella riforma del governo Renzi e lo hanno detto chiaramente.

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Secondo i dati pubblicati sul sito del ministero dell’Interno, Catania è la provincia con più No (75,5%), seguita da Palermo (74,47%), Siracusa (71,75%), Caltanissetta (71,14%) e poi Agrigento, che si piazza al quarto posto delle province con la più alta percentuale di No. Seguono Trapani, Messina, Ragusa ed Enna.

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Ma vediamo, dunque, come hanno votato gli agrigentini, Comune per Comune, dove ovunque vincono i No. Nel capoluogo, dove ha votato il 55,41% degli elettori, i No trionfano con il 74,91%, a Licata, dove però l’affluenza alle urne è stata bassa, poco più del 42%, quasi un plebiscito con ben il 77,32% dei contrari alla riforma. Qualche No in meno a Canicattì (69,36%) e Sciacca (69,31%), mentre a Porto Empedocle, città governata dal sindaco a 5 Stelle, Ida Carmina, i No arrivano al 78,6%.

Queste le percentuali dei No negli altri Comuni. Alessandria Della Rocca, 71,21%; Aragona, 64,10%; Bivona 64,76%; Burgio, 66.99%; Calamonaci, 55,9%; Caltabellotta, 61,91%; Camastra, 72,81%; Cammarata, 65,75%; Campobello di Licata, 66,38%; Casteltermini, 66,85%; Castrofilippo, 57,43%; Cattolica Eraclea, 60,51%; Cianciana, 65,82%; Comitini, 70,12%; Favara, 74,10%; Grotte, 65,07%; Joppolo Giancaxio, 67,88%; Lampedusa e Linosa, 78,42%; Lucca Sicula, 56,46%; Menfi, 73%; Montallegro, 62,41%; Montevago, 68,19%; Naro, 64,61%; Palma di Montechiaro, 77,48%; Racalmuto 69,87%; Raffadali, 63,68%; Ravanusa, 65,49%; Realmonte, 75,82%; Ribera, 67,85%; Sambuca di Sicilia, 54,81%; San Biagio Platani, 55,63%; San Giovanni Gemini, 65,92%; Sant’Angelo Muxaro, 63,68%; Santa Elisabetta, 64,85%; Santa Margherita Belice, 68,31%; Santo Stefano Quisquina, 61,06%; Siculiana, 73,05 e Villafranca Sicula, 62,35%. 

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