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Gli agrigentini alle prese con il referendum, divisi tra "sì e "no"

Pochi giorni fa, siamo andati in giro a sondare gli umori in vista del voto del 4 dicembre. I cittadini sembrano avere le idee chiare, anche se non mancano gli indecisi

“Sì” o “no”? Questo il dilemma. Il referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre, pone gli italiani davanti ad una scelta decisiva. Tanti i punti toccati dalla riforma Boschi che prevede modifiche sostanziali alla nostra Costituzione, tra cui la trasformazione radicale del Senato, con la riduzione del numero dei parlamentari e l’abolizione del Cnel.

Gli agrigentini, come gli altri cittadini italiani, sono chiamati a decidere su questioni che potrebbero cambiare il volto del Parlamento. Ma sono pronti ad affrontare scelte così delicate?

VIDEO: REFERENDUM, ECCO COME LA PENSANO GLI AGRIGENTINI

Pochi giorni fa, siamo andati in giro a sondare gli umori in vista del voto. I “sì” e i “no” si sono divisi più o meno equamente la posta in gioco, anche se l’ago della bilancia è sembrato pendere un po’ più a favore dei contrari alla riforma. Del resto, anche nei recenti sondaggi, l’Italia pare spaccata in due. Sarà, insomma, una sfida giocata sul filo di lana.

Dalle parole di molti degli intervistati, sembra che il “no” sia più un voto contro il governo Renzi che nel merito della riforma. “Io ho fiducia in quelli che sono per il ‘no’ come i grillini e Forza Italia”, dice un intervistato, accomunando forze politiche diverse. “È da dieci anni che non voto, - sbotta arrabbiata una donna - perché la politica non è questa, non sono questi personaggi che possono fare politica, sono corrottissimi”.

Favorevole alla riforma, invece, un altro cittadino che spiega così la sua scelta: “Voterò sì perché finalmente dopo sessant’anni che se ne parla, anche se sono pochi, diminuiremo il numero dei parlamentari e poi, risparmieremo un po’ di soldi con l’abolizione del Cnel che non serve a niente”. Un ragazzo molto giovane opterà, invece, per il “no” perché trova “incoerente” il referendum: “È vero che si riduce il numero dei parlamentari, ma si indebolisce anche la nostra democrazia, quel poco diritto di voto che abbiamo ce lo tolgono del tutto”. C’è poi chi è schierato in favore del “sì” perché crede “in un cambiamento del Paese”, altri invece, si accontentano: “Meglio questa riforma a metà che niente”.

Non mancano, poi, gli indecisi che non sanno ancora cosa votare. Hanno meno di un mese per fare una scelta. L’esito del referendum dipenderà da loro.

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Il 4 dicembre si voterà per la riforma costituzionale. Come voterai?



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