Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Gestione diretta dell'acqua a rischio, monta la protesta in provincia

Assemblea dei movimenti a Santo Stefano Quisquina, si raccolgono firme per sostenere un emendamento al Pnrr che salvaguardi l'articolo 147 della legge Galli

(foto ARCHIVIO)

Gestione diretta del servizio idrico a rischio per molti comuni anche nell'Agrigentino, monta la protesta. Dopo l'annuncio della possibilità di un annullamento di un articolo della legge Galli contenuto nel Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (il tanto celebre 147, che permette appunto la gestione diretta da parte degli enti locali che rispondono ad alcuni requisiti) in tanti si dicono pronti alle barricate.

A Santo Stefano di Quisquina, ad esempio, si è tenuta un'assemblea alla presenza del sindaco, dell’intero Consiglio comunale, delle forze sindacali, dei rappresentanti dei partiti politici operanti sul territorio, del Comitato civico per la difesa dell’acqua pubblica. Un incontro per formalizzare il "totale dissenso sulla paventata abrogazione", manifestando "preoccupazione e sconcerto per tale ipotesi", al punto che si è pronti "ad una serie di attività volte a scongiurare tale ipotesi".

A partire da oggi, quindi, sarà possibile firmare una petizione popolare a supporto dell’emendamento presentato dall’Anpci, l'Associazione nazionale piccoli comuni italiani, che pura appunto a salvaguardare questa opportunità per i sindaci di territori in possesso di risorse idriche.

"Con un colpo di spugna  - dicono gli aderenti - rischiano di essere cancellati anni di battaglie e difesa istituzionale in difesa della risorsa che abbiamo gestito storicamente con efficienza, efficacia ed economicità".

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