Prg, il vice sindaco Elisa Virone fa chiarezza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

La vicenda del P.r.g. è oggetto di particolare attenzione da parte dell’ Amministrazione  Comunale in carica ma è opportuno qui chiarire alcuni passaggi.

I primi mesi del nostro mandato sono stati dedicati a cercare di dipanare il dubbio su quale fosse il piano regolatore vigente, in ragione altresì di una ordinanza che ripropose attuale il tema già sorto in passato e che sollevò non pochi dubbi circa la stabilità delle scelte dell’Ufficio Urbanistica.

Alla fine del 2015 difatti sollecitiamo la risposta ad un quesito posto all’Arta che, nel riscontrare la richiesta di chiarimenti del Comune di Agrigento, ha confermato l’efficacia del P.r.g. approvato con DDG n. 1106/2009.

Questo il primo importante passo mosso verso l’obiettivo di fornire uno strumento di sviluppo urbanistico certo alla nostra città.

Proprio questo Decreto Regionale evidenziò che le prescrizioni esecutive non sono state adottate in via definitiva dal Consiglio Comunale e che, per scelta dell’Ente queste dovevano essere redatte ed approvate in un momento successivo.

Come è noto però in Consiglio Comunale sono trasmesse delle Linee Guida alla Prescrizioni Esecutive inoltrate al Consiglio per l’esame di competenza nel Settembre 2014 ma poi oggetto di sequestro in originale dalla Procura della Repubblica di Agrigento nel mese di Febbraio 2015, in ragione dell’avvio di un’ indagine giudiziaria  attualmente ancora in corso.

Riteniamo che lo strumento di cui occorre però dotare il comune perché il P.r.g. abbia attuazione sia quello delle Prescrizioni Esecutive, previste dalla normativa di riferimento.

Ed è questo ciò che l’Amministrazione in carica intende fare, perché questo è ciò che la normativa di riferimento chiede e questo è lo strumento idoneo a dare attuazione al Piano Regolatore Generale vigente.

Sarebbe un grave errore però non considerare il notevole lasso di tempo trascorso dall’avvio della fase di redazione delle linee guida alle P.E.

Il loro studio difatti prende avvio  addirittura nel 2000. Se si considera che la loro proiezione è decennale si cogli bene come il primo passo verso il quale muoverci è un corretto dimensionamento delle aree da sottoporre a Prescrizioni Esecutive che negli ultimi 15 anni sono passate da 50 ettari sino ad arrivare a quasi 234 ettari.

Oggi ci muoviamo verso lo strumento corretto di cui deve dotarsi l’amministrazione per  rendere esecutivo il piano con la necessità, preliminarmente, di  aggiornare l’analisi relativa al dimensionamento delle aree da disciplinare con le Prescrizioni Esecutive previste dall’art. l’art. 2 della legge regionale n. 71/78 avviando al riguardo uno studio sul contesto territoriale ed ambientale, le tendenze demografiche in atto, la necessità di ripensare globalmente il ruolo dell’attuale patrimonio edilizio ed urbanistico esistente, assicurando la necessaria dotazione di attrezzature e servizi in relazione alle esigenze identificate e necessariamente coerenti con i bisogni del nostro territorio.

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