Turni serali alla "Montalcini", Zambuto: "Comune impreparato al ritorno in classe"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Gli interventi sugli edifici scolastici, relativi all’adeguamento di aule e spazi comuni secondo le linee guida anti-Covid, non sono stati completati in tempo dal Comune di Agrigento. E non ci sono spazi per riportare in classe, in sicurezza e senza disagi gli alunni dell’istituto Levi Montalcini che comprende scuole medie e dell’infanzia. Mancano le aule e soprattutto non sono state adottate soluzioni alternative.

“Apprendo dagli organi di stampa – dice Marco Zambuto - che il dirigente scolastico Luigi Costanza è stato costretto ad adottare la soluzione dei turni pomeridiani creando malcontento e disagi alle famiglie, alle prese con orari ingestibili. Tutto questo poteva essere evitato se l’amministrazione in carica avesse affrontato il problema nei tempi giusti. Eppure si parla di emergenza Coronavirus ormai dallo scorso mese di marzo. Quindi non ci sono motivazioni valide per giustificare questo incredibile ritardo. La scuola è un servizio essenziale ed irrinunciabile per la società. L’anno scolastico appena concluso è stato funestato dal Coronavirus costringendo docenti e studenti a stravolgere i programmi scolastici tradizionali. Questo doveva essere il momento della ripresa e la scuola – con il supporto del Comune - avrebbe dovuto dare una risposta concreta e un esempio di efficienza. Invece ci ritroviamo con un grosso handicap gestionale ed organizzativo con l’aggravante che tutto ciò era ampiamente prevedibile ed evitabile con un minimo di programmazione preventiva. Le soluzioni approssimative in questo momento servono solo ad aggravare ulteriormente la situazione. Ogni cosa va realizzata nei tempi corretti e canonici. Il caso della Levi Montalcini mi rammarica e mi fa riflettere su quanto terreno, nel mondo della scuola, sia stato perduto in questi anni di immobilismo”.
 

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