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E' scontro aperto nel Pd, Zambito: "Se questo è il futuro che Dio ci aiuti"

Il segretario uscente: "Sono d'accordo con il principio della collegialità ma non mi farò crocifiggere per colpe non mie"

“Se mi si vuole trasformare in un capro espiatorio, io non ci sto”. Il segretario provinciale uscente del Partito Democratico, Giuseppe Zambito, replica a muso duro alla lettera firmata da una ventina di esponenti del partito nella quale, prendendo atto del tracollo elettorale dei Dem si chiede maggiore collegialità nelle scelte locali.

Pd, è il momento della resa dei conti 

Prima firmataria del documento, l'ex parlamentare Maria Iacono, candidata alla scorsa tornata all'uninominale. “Iacono dimentica di dire che lei ha fino ad oggi condizionato, in senso positivo, la scelta degli organismi di questo partito, che sono stati definiti anche con il suo concorso – dice Zambito -. Non si capisce quindi perché oggi parli come se provenisse da un altro pianeta. Qualcuno dovrebbe anche dirle che in un sistema uninominale il candidato è chiamato a fare la differenza e lei non l'ha fatta né nel suo paese di origine, Caltabellotta, né ad Agrigento. Se sei stato deputato per cinque anni e alla resa dei conti del voto non riesci nemmeno a confermare il consenso del partito...”.

Il suo mandato è scaduto, pensa che si voglia molto più semplicemente rinnovare gli organismi del partito?

“Per individuare il nuovo segretario si andrà a congresso, che sarà la sede in cui ognuno liberamente farà le proprie scelte. Usare la stampa per dimostrare che si esiste ancora non mi pare un buon metodo per ricercare la tanto auspicata unità. Ancor meno mi sembra sia il caso di crocifiggere me per il risultato elettorale. Sarebbe un modo per negare l'evidenza, stante che questa direzione, con il voto contrario di Iacono e dei suoi, si opponeva alla linea seguita a livello nazionale sulle candidature, non concordate con il territorio. Altri fanno le scelte e io devo caricarmi il peso della situazione? Qualcuno si candida nella speranza di essere rieletto, senza condivisione, e poi la responsabilità è mia?”.

Ma c'è una disponibilità a discutere di metodo e merito?

“Io sono d'accordo con il principio della collegialità, ma se si immagina che possa tradursi in 'sediamoci intorno ad un tavolo e ognuno decide quante pedine deve mettere' io non ci sto. E questo perché è un esperimento che in questa provincia è già fallito: infatti, mentre si cercava condivisione pubblicamente, ognuno sul territorio agiva per conto suo. E' il momento in cui ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”.

Tra le firme del documento comunque non ci sono solo ex, c'è anche un deputato in carica...

“Mi limito a dire dell'onorevole Catanzaro che è segretario del circolo di Sciacca e non lo riunisce dal giorno della sua elezione. Se questo è il futuro del partito che Dio ci aiuti”.

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