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Pd conferma l'allenza con Terzo polo, Mpa e Grande sud

Pd conferma l'allenza con Terzo polo, Mpa e Grande sud

Pd conferma l'allenza con Terzo polo, Mpa e Grande sud

Il partito democratico vuole coinvolgere la sinistra per un programma alternativo che abbia più...

Il Partito democratico fino ad adesso quasi silente, nascosto, se così si può dire in questi mesi di preparazione alle prossime elezioni amministrative che avranno luogo in primavera, inizia a fare emergere i progetti il "working in progress".

Sabato, al primo congresso provinciale di Fli, Roberto Di Mauro, deputato regionale del Mpa ha dichiarato la nascita di una coalizione allargata che comprende oltre al terzo polo e a Grande sud anche il Pd. Un Pd che in quella sede era assente e che non aveva ancora annunciato esplicitamente niente di tutto ciò. Emilio Messana segretario provinciale del Pd di Agrigento ha oggi, in una nostra intervista, dichiarato che si sta costruendo un'allenza con questi partiti, in un tono che lasciava intendere come questo sia già noto. Cosa che così non è stato.

- Il Pd conferma quanto dichiarato da Di Mauro riguardo la costruzione di una coalizione di larghe intese?

"Noi confidiamo nella possibilità di creare un programma alternativo. In questo momento, terzo polo e Pd sono i partiti alternativi e noi disponibili a collaborare con chiunque abbia proposte e programmi che guardino al territorio. Noi abbiamo già incontrato il Mpa e i partiti della sinistra per cercare di creare una coalizione che abbracci la sinistra e il terzo polo, in alternativa al centrodestra".

- Per centrodestra cosa si intende dunque, visto che l'unico partito escluso sembra essere il Pdl?

"A livello locale ci contrapponiamo al Pdl e al Pid, e il terzo polo insieme al Partito democratico in questo senso rappresentano un'alternativa".

- Quale tipo di rapporto ha il Pd con l'Udc attualmente?

"L'Udc è un partito che insieme a noi ha condiviso la scelta del governo Monti su scala nazionale e su quella regionale il governo tecnico di Lombardo. Ad Agrigento Zambuto ha da poco aderito all'Udc e ciò non può cancellare quello che è accaduto in quest'anno".

- Il Pd sceglie definitivamente di non appoggiare la ricandidatura di Zambuto?
"Noi abbiamo sempre detto che i criteri seguiti da Zambuto per formare le giunte, con questo 'balletto' continuo non ci piace. L'abbiamo sempre criticato. Chi viene eletto deve mantenere una certa coerenza e Zambuto in questi anni ha fatto tutto e disfatto tutto".

Un ragionamento, quello seguito dal Pd, che rispecchia il nuovo modo di fare politica nato con il governo tecnico nazionale di Monti, alla ricerca di una condivisione di programma che sia più ampia possibile, con un atteggiamento di chi è disponibile a collaborare anche con forze politiche ideologicamente distanti come quella di Grande sud.

- Insolito vedere una figura come quella di Cimino, fino a qualche anno fa con il Pdl, collaborare con il Partito democratico.
"Ciascuno di noi ha delle linee, poi ci sono le specificità individuali. Quando D'Orsi ha chiamato dei partiti, anche molto diversi, a partecipare al tavolo tecnico, Cimino era favorevole a mettere al centro i territori, mostrandosi disponibile alle proposte. Noi siamo dunque aperti nell'ottica della costruzione di un programma che guardi al territorio".

- Con questa allenza così ampia e diversa, il Pd rinuncerà a uno strumento tipico della propria politica, cioè alle primarie?

"Di candidature non ne abbiamo ancora parlato, ma nessuno ha detto questo. Noi proporremo i nostri strumenti, cioè le primarie, ma potrebbero nascere anche nuove proposte da parte dei partiti alleati".

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