Coronavirus, Paola Antinoro di Fratelli d'Italia: "Governo tuteli agenti della polizia Penitenziaria"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, Paola Antinoro, esprime la propria preoccupazione per le condizioni in cui operano gli agenti della Polizia penitenziaria e sul pericolo diffusione coronavirus nelle carceri: "Ancora una volta Fratelli d’Italia, solidale con la polizia penitenziaria - afferma Paola Antinoro - non può non denunciare la mancanza di sensibilità e di attenzione da parte dello Stato  e del Governo nei confronti di una categoria come quella del personale di polizia penitenziaria che già prima del dilagare del coronavirus era afflitta da gravissimi problemi.

Le carceri dovrebbero essere un luogo al sicuro da qualsiasi  contagio, ma a causa della superficialità ed inefficienza di chi tale sicurezza dovrebbe garantire, rischiano di diventare luoghi di diffusione del virus per detenuti e polizia penitenziaria.

Che senso ha disporre la sospensione delle visite dei parenti ai detenuti, al fine di evitare che questi si facciano portatori del contagio all’interno dei luoghi di detenzione, se poi non si dota il personale non di palliativi, ma di idonei dispositivi di protezione a tutela della salute del detenuto che potrebbe essere contagiato ma che, di ritorno, potrebbe essere veicolo di contagio nei confronti del personale penitenziario. 

Al carcere circondariale Pasquale di Lorenzo di Agrigento due agenti sono stati trovati positivi, per fortuna era personale non a contatto con i detenuti altrimenti staremmo contando i morti.

Non è concepibile che la polizia penitenziaria, che già era costretta a lavorare in ambienti non adeguati, con turni massacranti per mancanza di personale, debba ora lavorare anche con la preoccupazione di essere veicolo di un virus che mette  a rischio la vita dei detenuti, la propria e quella dei propri cari. Ci si chiede se il giorno in cui  si dovesse diffondere il virus all’interno di un luogo di detenzione, chi governa, come già successo,  scaricherà su altri la propria inefficienza  per la nostra Nazione".

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