Offese e minacce al gip dopo il caso "Sea Watch3", +Europa: "Sia reato"

Presentato un emendamento al decreto "Sicurezza bis": "Chiunque usa violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l'attività, è punito con la reclusione da uno a 7 anni"

Un emendamento pensato per far divenire reato le minacce contro il Gip. Lo ha presentato Riccardo Magi (+Europa) al decreto "Sicurezza bis", allegando nella scheda tecnica di spiegazione al testo proprio le dichiarazioni del ministro dell'Interno sulla vicenda Sea Watch. Le polemiche e le dichiarazioni al vetriolo hanno riguardato, dopo la non convalida dell'arresto del comandante della "Sea Watch3": Carola Rackete, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Agrigento: Alessandra Vella. 

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Adesso, arriva appunto la presentazione di un emendamento da parte di +Europa. "Chiunque usa violenza o minaccia - si legge nell'emendamento
- ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario, ai singoli componenti o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica autorità costituita in collegio o ai suoi singoli componenti, per impedirne, in tutto o in parte, anche temporaneamente, o per turbarne comunque l'attività, è punito con la reclusione da uno a sette anni".

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"Alla stessa pena - aggiunge l'emendamento - soggiace chi commette il fatto per ottenere, ostacolare o impedire il rilascio o l'adozione di un qualsiasi provvedimento, anche legislativo, ovvero a causa dell'avvenuto rilascio o adozione dello stesso". 

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