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Un momento della seduta in Consiglio comunale

Un momento della seduta in Consiglio comunale

Mozione di sfiducia al sindaco, Racalmuto Civile: "Minoranza irresponsabile"

Il Comitato civico: "Il primo cittadino resta in carica senza la fiducia del popolo e con soli due voti di maggioranza"

“A Racalmuto, si è consumato in Consiglio comunale un atto di grande irresponsabilità. La minoranza in consiglio, i cinque consiglieri del ‘capitano’ Borsellino, chiamata ad esprimere un voto di merito sulla mozione di sfiducia al sindaco Messana e alla sua giunta, si è sottratta di fatto alla sua responsabilità di controllore e soggetto giudicante dell’azione amministrativa e, abbandonando l’aula consiliare, ha consentito al sindaco di rimanere in carica. Senza la fiducia del popolo e con soli due voti di maggioranza”. Lo scrive in una nota il Comitato civico “Racalmuto Civile”.

“La grave crisi politica di Racalmuto – prosegue il Comitto - che per la prima volta nella storia del paese si è concretizzata in un mozione di sfiducia, circostanziata e sostanziata dal giudizio negativo netto di otto consiglieri su dieci della stessa maggioranza in consiglio, si è risolta miseramente nel corso di una seduta di Consiglio estenuante e complessivamente di basso livello politico e dialettico. Segni dolorosi di un presente tanto privo di grandi idealità quanto dominato forse da pretestuosità e opportunismo personale”.

La mozione di sfiducia al Sindaco Messana, denunciano dal Comitato, “ha sancito in ben 14 passaggi il fallimento del progetto politico della sua lista e dell’azione amministrativa che per ben 2 anni e mezzo l’ha rappresentata. Gli otto consiglieri di maggioranza accusavano, con non poco imbarazzo, il totale scollamento tra l’azione dell’esecutivo e il territorio, tra la dirigenza politica del progetto e le parti sociali. Ma soprattutto denunciavano la totale mancanza di slancio, di concretezza di risposte e di speranza alle future generazioni. Accusando il sindaco di mancata attuazione dei tanti atti di indirizzo consiliare, oltre che di mancanza di adeguata interlocuzione tra il sindaco e la sua stessa maggioranza”.

“La minoranza in consiglio, i cinque consiglieri della lista Borsellino, lungo tutto il doloroso periodo amministrativo – si legge ancora nella nota - ha più volte accusato l’esecutivo di inefficienza, anelando la possibilità di una sfiducia ma, durante il bimestre di crisi ha mantenuto il quasi completo riserbo. Invece che entrare nel merito della discussione, per come impone il dovere politico alle compagini di minoranza e cioè: svolgere (almeno) attività di controllo e verifica dell’operato dell’amministrazione, la minoranza decide di sfuggire al problema. Spostando pretestuosamente la discussione sull’operato dei consiglieri di maggioranza proponenti la sfiducia, attacca in modo scomposto ad ogni tentativo di questi di spiegare le ragioni di merito della crisi in esame”.

Secondo il Comitato, le ipotesi che si profilano sono tre: “Il Sindaco continuerà a navigare a vista, nel tentativo dignitoso di rilanciare l’azione amministrativa, ma dovrà operare con una maggio/minoranza a due, chiedendo di volta in volta il consenso per gli atti di competenza consiliare. Sarà offerta alla minoranza in consiglio di entrare in giunta. In questa ipotesi, ironia della storia, Racalmuto sarebbe di nuovo paradigma dell’Italia intera. La terza ipotesi, quella più probabile, il sindaco andrà avanti sin che può. Nel suo stile, facendo finta di niente e i consiglieri, anche quelli di minoranza lasceranno fare”. 

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