Cassa integrazione in deroga, Sodano sbotta: "Ennesima violenza sui lavoratori"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Sapete perché in Regione Sicilia ci sono il triplo dei dipendenti della Regione Lombardia? E sapete perché nonostante tutte queste risorse non sono neanche in grado di elaborare in tempi ragionevoli la cassa integrazione in deroga?

La risposta è drammatica ed è la ragione per cui la nostra Sicilia, invece di essere l'economia più forte del Mediterraneo, è un cimitero economico che ha costretto centinaia di migliaia di giovani (me compreso) a emigrare.

In Sicilia la meravigliosa politica del centrodestra ha messo nei posti di responsabilità migliaia di amici, parenti e amici degli amici, la meravigliosa politica del centrodestra si è garantita la continuità in 30 anni perché ha tessuto in comuni e province una rete clientelare che neanche l'Impero di Guerre Stellari.

Se sono profondamente incazzato io, immagino quei 130mila lavoratori dipendenti che ad oggi aspettano la cassa integrazione in deroga e che assistono allo spettacolo impietoso di chi chiede 10 euro di bonus a pratica conclusa. Come se ricevere uno stipendio non fosse abbastanza per gratificare il lavoro che si è chiamati a svolgere. A Roma, trovare i soldi per la cassa integrazione per ogni azienda e lavoratore, è stato il nostro primo pensiero, non posso accettare che oggi sia bloccata negli uffici della regione per inadeguatezza e impreparazione. Adesso devono partire le indagini, stiamo preparando interrogazione al Ministro Catalfo in merito.

No, non dirò ancora, mi raccomando rivotateli, questi competenti del centrodestra che da sempre fanno il buono e il cattivo tempo. Chiedo uno sforzo maggiore, soprattutto a quelli della mia generazione. Entrate voi in politica, lottiamo insieme, cambiamo tutto e scriviamo la storia della terra più bella del globo. Ci saranno elezioni comunali a breve in più di mille comuni. Cominciamo da lì.

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