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Micciché boicottato dalla sua stessa maggioranza: salta l'aumento delle indennità

Per la terza volta la giunta ha provato a far ratificare al Consiglio comunale la revisione di quanto percepito da sindaco e assessori, ma la mancanza di numero legale ha bloccato tutto

Salta ancora una volta la possibilità per la giunta di Agrigento di adeguare (nettamente al rialzo) le indennità dei propri componenti e del presidente del Consiglio comunale: la maggioranza manda un chiaro messaggio di non piena collaborazione - l'ennesimo - al sindaco Franco Micciché.

Era già accaduto a fine aprile: a distanza di 60 giorni da quando l'amministrazione aveva votato di aumentare le indennità sfruttando le risorse messe a disposizione per questo scopo dalla Regione siciliana aula "Sollano" non aveva provveduto alla ratifica dell'atto lanciando un chiarissimo segnale politico. 

Così, quando gli uffici hanno concesso una nuova possibilità per valutare l'atto, i consiglieri hanno iniziato semplicemente a far mancare la propria presenza ai lavori. E' bastato far venire meno il numero legale in due occasioni, il 17 e il 20 maggio scorsi, per far saltare ancora una volta la possibilità di rivedere gli "stipendi" degli assessori.

Questo non senza uno scontro all'interno della stessa maggioranza, come un confronto molto acceso - e assolutamente pubblico - tra il vincesindaco Aurelio Trupia e il consigliere "malpancista" Angelo Vaccarello. Insomma, al netto di periodiche "strigliate" da parte dei deputati di riferimento, gli equilibri restano instabili. E il "peggio" è ancora da venire.

Intanto, in applicazione di una nuova normativa a cui tutti i Comuni si stanno adeguando, adesso anche il vicepresidente del Consiglio comunale riceverà una indennità, nella misura del 60% dei 2.400 euro circa percepiti dal presidente.

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