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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Politica

Palazzo Lo Jacono: Miccichè: "Il Comune è il proprietario amministrativo"

Intervento in merito allo stabile crollato nel centro storico di Agrigento il 25 aprile

Il coordinatore provinciale di "Sinistra ecologia e libertà", Lillo Miccichè, è intervenuto in merito alla vicenda di Palazzo Lo Jacono e al ruolo del Comune di Agrigento.

"Sul palazzo Lo Jacono - ha detto - in altri momenti  ho sentito il dovere di informare l’opinione pubblica, per far chiarezza circa la reale responsabilità del Comune di Agrigento in merito allo stato di abbandono che è la causa principale del degrado che ha portato al  collassamento strutturale dell’immobile. Oggi, alla vigilia della manifestazione di protesta promossa dagli abitanti del quartiere, è opportuno fare ulteriori riflessioni, soprattutto  sul piano giuridico-amministrativo, considerando ingiusto che  il comune  abbia deciso di scaricare le  proprie  responsabilità sulle spalle dei poveri proprietari, i quali erano solo formalmente proprietari, ma materialmente per circa 15 anni il comune ha tenuto in possesso l’immobile. Già dal 1986 il Comune con propri atti deliberativi aveva assunto il compito di restaurare l’edificio grazie al disposto articolo 4 della Lr 70/76, previa approvazione del progetto, finanziamento, procedure di esproprio e gara da appalto. L’iter approvativo si completa in pochi anni, solo  la gara non arriva a compimento (per ragioni  inspiegabili), mentre l’esproprio si inceppa, perché nel contempo il finanziamento regionale va in perenzione (ma non si perdono la somme per pagare  l’architetto Prestigiacomo che aveva stilato il progetto). Nessun atto deliberativo allo stato attuale risulta revocato, e nonostante ciò tutte le ordinanze sindacali emesse a carico dei proprietari sono servite solo per  intimarli ad adoperarsi per l’eliminazione del pericolo, scaricandosi giuridicamente in tal modo dalla pregressa responsabilità comunale; infatti il sindaco Zambuto, ogni volta che parla del crollo del palazzo dà la colpa ai proprietari perché non hanno ottemperato alle ordinanze. Il Comune, avendone avuto per molti anni il potere giuridico effettivo nonché il possesso materiale senza avere avuto cura di salvaguardarne la struttura - ha continuato - lo ha abbandonato senza mai attivarsi per richiedere il finanziamento perso. Il Comune recentemente è intervenuto (malamente) in via sostitutiva, e non può affermare, dopo 20 anni di detenzione del palazzo barocco, di non essere responsabile del pregresso possesso, quindi è scandaloso tacere sui i propri ritardi ed omissioni anche perché le  procedure amministrative sopra citate erano giuridicamente efficaci per un intervento di restauro, considerato che si tratta di  monumento di interesse storico ed artistico da tutelare per legge. Neanche la proposta di apposizione di vincolo monumentale chiesto nel maggio del 2004 dalla Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali, ai sensi del decreto legislativo 490/99  notificato al Comune e ai proprietari,  è stata sufficiente affinché gli organi deputati ottemperassero per la salvaguardia  del palazzo barocco. Fa rabbia che nessun esponente dell’amministrazione, compreso il consigliere comunale Arnone che  dopo il crollo ha difeso Zambuto e tutta l’amministrazione, conosca minimamente quello che hanno approvato in sede di Consiglio comunale pochissimi anni fa. Mi riferisco al Piano particolareggiato del centro storico adottato dal Consiglio comunale  con delibera numero 146  del 10 novembre  2006 ed approvato definitivamente dall’Assessorato regionale del Territorio e dell’ambiente con decreto del 23 settembre 2007, e pubblicato nella Gurs il 23 novembre 2007 numero 55. Il sindaco ed altri consiglieri che hanno votato questo strumento
urbanistico come possono dimenticarsi che fra gli elaborati che hanno esaminato e votato è scritto a chiare lettere che fra i monumenti da restaurare e da espropriare è  confermato il palazzo Lo Jacono? Il lungo iter amministrativo del Piano particolareggiato del centro storico si conclude molto prima che il sindaco Zambuto emette le ordinanze a carico dei proprietari, infatti il Piano particolareggiato del centro storico diviene esecutivo a partire dal 23 settembre  2007, quindi, nella funzione, chi è demandato per l’esecuzione ha il dovere di ottemperare, e chi non ottempera incorre nelle violazioni di legge, perciò  si può comprendere  perché  il sindaco in questi mesi si aggrappa rimarcando la sentenza di condanna del tribunale civile di Agrigento a carico degli incolpevoli proprietari. Bisogna dire che il Comune in Tribunale non doveva portare solo le ordinanze emesse a carico dei proprietari firmate dai sindaci Piazza prima e Zambuto dopo, infatti i proprietari  sono stati ingiustamente  condannati dal giudice civile per la vigliaccheria del potere politico e della burocrazia che ne è asservita, ma dovevano mostrare al giudice tutto l’incartamento che è stato prodotto dal Comune dal 1986 in poi ed in particolare la Gazzetta ufficiale della regione dove si evince che il Piano particolareggiato del centro storico è esecutivo, sottolineando che non c’è mai stata soluzione di continuità"
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