Ritardi nell'erogazione idrica, Malluzzo: "Bocciata la mia proposta di bloccare le bollette"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Ieri pomeriggio si è svolta la seduta di “question-time” in aula consiliare. Tra le interrogazioni che sono state affrontate vi è stata la discussione inerente all’atto di sindacato ispettivo (che ho personalmente presentato) sulle problematiche dell’erogazione tardiva - inaccettabile - dell’acqua pubblica, che arreca notevoli difficoltà per il vivere quotidiano dei cittadini. Le famiglie, in quanto principali contribuenti, meritano rispetto dato il non giusto e regolare servizio. Non dichiarandomi soddisfatto della risposta poco incisiva e per certi versi superficiale che ha dato, per tramite del Vice Sindaco, l’amministrazione comunale, ho trasformato la mia interrogazione in mozione formulando un chiaro atto di indirizzo politico, che avrebbe dovuto dare il Consiglio Comunale, alla Giunta Municipale: ho chiesto - all’amministrazione attiva - di impegnarsi a constatare in maniera più capillare se vi siano pozzi di proprietà del comune o progetti - facenti riferimento a ciò che ho appena declinato - che dovrebbero risalire alla passata amministrazione Falsone e di prevedere l’esonero del pagamento del canone idrico per il bimestre Luglio - Agosto per i contribuenti dato che si è assistito ad un servizio molto precario e che ha causato (tra le tante cose) dei costi per le famiglie che hanno dovuto, necessariamente, acquistare l’acqua nelle autobotti. Famiglie che, spese volte, arrivano a stento alla fine del mese! La proposta che ho formulata mi è stata bocciata dalla maggioranza dei colleghi consiglieri comunali presenti con il seguente risultato: 4 voti favorevoli (Incardona, Malluzzo, Montalto e Amato), 7 voti contrari (Scicolone, Scopelliti, Vitello, Meli, D’Orsi, Falco e Barba) e 1 astenuto (Sanfilippo). 

Io ho la coscienza a posto, ho fatto il mio dovere, quello per il quale non intendo “abdicare” ora in politica e in futuro nella mia professione. Sarò sempre a difesa della collettività e dei cittadini, ognuno, poi, si assumerà le proprie responsabilità: sarà il tempo a dire se le mie azioni da uomo che prova ad onorare e a servire le istituzioni sono state corrette oppure no. Invero, l’atteggiamento di taluni mi lascia particolarmente perplesso. Una cosa è certa: l’isolamento - ove vi sia - nei miei riguardi non mi fermerà e fino a quando i miei occhi saranno vigili e aperti non smetterò, mai, di lottare per ciò in cui credo.

Sono consapevole di risultare “scomodo” per alcuni soggetti. Questo accade quando si vanno a toccare determinati settori dove vigliaccamente si tenta di fare business e - parlo - non soltanto nell’ambito dell’acqua, ma anche nel settore dei rifiuti, edilizia, etc... rendendo impossibile la crescita della nostra terra Siciliana e della nostra provincia agrigentina classificata ultima tra le provincie siciliane. Ma qualcuno deve pur farlo!...

Palma di Montechiaro ha davanti a sé un’importante sfida, quella della candidatura come “Capitale della cultura 2022”. La mia persona sarà schierata - sempre -  a sostegno di questa notevole “sfida”, però penso che sia importante prima affrontare ciò che colpisce il tessuto sociale della città, cercare di combattere certe mentalità, certi atteggiamenti che altro non sono, mi si lascerà passare questo termine, il vero “cancro”. Mi chiedo: come si può parlare di “Capitale della Cultura” quando nel 2020 i cittadini sono costretti a recarsi nelle fontanelle comunali per l’approvvigionamento di un bene primario qual è l’acqua? Tutto ciò è inaccettabile: Palma e i suoi cittadini non meritano ciò!

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