Raccolta firme con proteste: contestato gazebo della Lega

L'iniziativa era stata organizzata sui social, sono intervenuti i carabinieri che hanno riportato la calma e allontano i cittadini che protestavano

Contestazione organizzata ieri a Licata per il gazebo della Lega finalizzato a raccogliere firme a sostegno del vicepremier Matteo Salvini oggetto, dicono, "di un attacco mediato e giudiziario". I fatti sono quelli della richiesta di imputazione del ministro dell'Interno per i fatti della nave Diciotti.

Stando a quanto raccontato dalla presidente del circolo licatese, Annalisa Tardino, "l'attività del gazebo è stata disturbata da un gruppo di facinorosi che già premeditatamente organizzati sul social....ha tentato di provocare liti, ma è stata fermata da una pattuglia dei carabinieri del locale comando che, accertato l’assenza di autorizzazioni per la manifestazione degli stessi, ne ha rilevato le generalità per la trasmissione della notizia di reato alla Procura della Repubblica".

La raccolta firme in sé è andata in modo soddisfacente per i responsabili del partito locale, che hanno portato a casa oltre 300 sottoscrizioni con un dato provinciale di oltre 4.600 firme.
“Grande soddisfazione - sostiene l’avvocato Annalisa Tardino - per la raccolta firma e per le parole spese dai cittadini di ogni fascia di età che in maniera spontanea si sono avvicinati per il sostegno a Matteo Salvini. In meno di due ore sono state raccolte circa 300 firme tra gente adulta, ragazzi e anziani, tutti desiderosi di rappresentarci come Salvini sia l’unico politico in Italia che stia dimostrando di comprendere le reali esigenze del popolo e che per lo stesso si stia battendo. I provvedimenti adottati dal governo, ed in maniera preponderante quelli voluti dal nostro partito, in primis 'quota cento' e 'decreto sicurezza', sono la dimostrazione che la Lega è per i diritti civili dei cittadini e non per gli interessi delle ricche lobbies”.

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