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Sfrattati dalla tomba e inumati in una fossa comune, Palazzotto presenta interrogazione a Lamorgese

Il deputato di Leu: "Quali iniziative intendono assumere affinché le salme dei naufraghi del 3 ottobre del 2013 abbiano una propria degna e definitiva sepoltura?"

"A otto anni di distanza dalla tragedia del 3 ottobre 2013 in cui persero la vita 368 migranti, ad oggi non è ancora stata fatta piena chiarezza su quanto è accaduto e sulle responsabilità del naufragio avvenuto a poche miglia dal porto di Lampedusa. E altrettanto grave, non si è ancora riusciti a dare un nome a tutte le vittime negando così ai familiari la possibilità di deporre un fiore sulle loro tombe. Lo dice il deputato di LeU Erasmo Palazzotto che ha presentato un'interrogazione alla ministra dell'interno Luciana Lamorgese per sapere "quali iniziative intenda assumere affinché le salme dei naufraghi del 3 ottobre abbiano una propria degna e definitiva sepoltura e per sollecitarla ad agevolare il lavoro del commissario straordinario per le persone scomparse, impegnato a dare un nome e un volto a tutte le vittime ancora sconosciute". 

Sfrattati dalle tombe e inumati in una fossa comune: non c'è pace neanche da morti per le vittime del naufragio del 2013

"La storia della signora eritrea arrivata dalla Svizzera a Sciacca per pregare sulla tomba della sorella è straziante - ha scritto, sui social, Erasmo Palazzolo - . Il corpo della sorella, insieme a quello di almeno altre nove persone, era stato dissepolto e inumato in una sepoltura comune. Una pratica grave e disumana. Da parte del Governo italiano serve un gesto doveroso che restituirebbe dignità alle vittime di questa tragedia e un po' di conforto ai loro cari". 

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