Sbarchi di migranti e Covid, garante libertà e ministro: "No a quarantena infinita"

Il capo del Viminale ha dato indicazioni ai prefetti affinché vengano trovate strutture per l'isolamento e la sorveglianza sanitaria di quanti sbarcano

Il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese

Far ripartire la quarantena da zero per tutti gli ospiti dell'hotspot di Lampedusa all'arrivo di ogni nuovo migrante è "inaccettabile". Lo scrive - secondo quanto riporta l'Ansa - il garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà, Mauro Palma. "Rimane alto - afferma il Garante - il numero delle presenze negli hotspot: 116 persone a Lampedusa, 50 a Pozzallo e 57 a Messina. Il Garante ha osservato l'ingresso recente di cinque nuove persone all'hotspot di Lampedusa; parallelamente ha letto un'ordinanza del Sindaco isolano che prevede il prolungamento della quarantena anche dei migranti che hanno iniziato tale periodo il 6 aprile fino al prossimo 28 aprile. Sembrerebbe che l'arrivo di nuove persone nella struttura determini la ripartenza del periodo di quarantena per tutti, anche di coloro che vi erano già presenti. Ovviamente questo processo 'endless' è lontano dall'essere accettabile".

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Cercansi strutture e traghetto per migranti: la Prefettura dirama gli avvisi, si allontana l'ipotesi della nave quarantena

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha dato “indicazioni ai prefetti” affinché vengano trovate strutture per la quarantena dei migranti che arrivano sulle coste e per quelli che sono già sul territorio della penisola. La decisione, ha spiegato Lamorgese nel corso di un’audizione in commissione Affari costituzionali alla Camera, “è dovuta alla necessità di garantire il distanziamento sociale e di far fare la quarantena”. “Il fatto del distanziamento sociale – ha aggiunto – comporta anche che occorre avere a diposizione delle strutture ad hoc quindi a ciò dedicate. E anche se vengono trovate delle strutture un poco più ampie ma ci sono persone in quarantena, noi non possiamo aggiungere altre persone che arrivano successivamente altrimenti ricomincerebbero a decorrere i quindici giorni della quarantena. E’ una situazione particolare che noi abbiamo posto in essere proprio al fine di evitare la propagazione dell’infezione, al fine di mettere in sicurezza in primo luogo i cittadini dei Comuni che accolgono e degli stessi immigrati che ovviamente devono avere delle situazioni di sicurezza”.
 

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