Italia viva contro tutti: "Amici di sinistra, moriremo democristiani"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Tre candidati, tutti e tre spudoratamente Democristiani, forgiati da una scuola politica che pur essendo scomparsa apparentemente dalla storia di Italia, è l’unica che continua a forgiare classe dirigente. Non è certamente un fatto localistico, se guardiamo il panorama nazionale ci accorgiamo che il nostro Presidente del Consiglio non fa mistero nel dichiararsi Democristiano, non ne fa mistero sicuramente Matteo Renzi, ex segretario nazionale del PD e neanche gran parte dello parte dello stato maggiore del Partito Democratico. Democristiano è Franceschini, numero due del PD, Democristiano è Romano Prodi che oggi prova a salire sul colle, democristiano è Sergio Mattarella, che sul colle è già seduto, Democristiano è Gentiloni, attuale commissario europeo. Potremmo continuare citando gran parte dei ministri dell’attuale governo e stuoli infiniti di sindaci e amministratori locali.  Ad agrigento quindi nessuna anomalia, tre candidati, tutti e tre democristiani, senza abiura alcuna.

Ma noi giovani del terzo millennio ci chiediamo spesso: cosa è stata questa tanto vituperata e al contempo rimpianta Democrazia Cristiana? Cosa ha rappresentato nel nostro paese lo apprendiamo nei libri di storia, ma non ci convince molto la rappresentazione che gli storici ne danno. Se la lettura della storia di questo paese fosse corretta certamente in trent’anni della Democrazia Cristiana sarebbero scomparse anche le traccie, e invece no, pare che non sia così.

Troppo spesso sentiamo citare i più grandi teorici di quel grande partito, troppo spesso enumerarne gli statisti, ne voglio citare solo alcuni dei quali sono stato incuriosito e ho avuto voglia di conoscere: Sturzo, De Gasperi, Moro, La Pira e un lungo elenco di sacerdoti e laici, donne e uomini che hanno ricostruito questo paese.

Ci sembra stucchevole, a tratti patetico, il tentativo, a qualsiasi livello, di radunare una sinistra di governo. Francamente siamo rammaricati che questo non riesca ad avvenire, perché consapevoli che un’alternativa di sinistra possa rinvigorire il dibattito democratico, che è senza dubbio il sale della democrazia. Ci ritroviamo quindi con una Destra innaturale, sovranista, xenofoba, a tratti razzista e terribilmente populista, a fronte della quale la sinistra, quella identitaria, manca totalmente di leadership credibili, di proposta politica riformista, limitandosi spesso alla salvaguardia di alcuni diritti che talvolta sono solo dei privilegi. 

Nella nostra città lo psico-dramma di una sinistra identitaria è quello di dover scegliere per forza, per mero istinto di sopravvivenza, un sindaco democristiano. Ricordiamo l’espressione di Massimo Cacciari che profetizzò trent’anni fa che saremo morti democristiani. Rassegniamoci cari amici di sinistra, moriremo tutti democristiani, e credetemi, questa oggi è già una fortuna.

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