Martedì, 16 Luglio 2024
Politica

Grasso presenta "Liberi e Uguali": "Acqua ogni 20 giorni? Le dighe ci sono"

Il presidente del Senato: "Noi abbiamo bisogno di infrastrutture utili per le nostre potenzialità: il turismo. Ci vogliono le strade, qualche aeroporto in più, la linea ferroviaria"

"Ci sono quartieri a Naro dove l'acqua arriva ogni 20 giorni. Eppure ci sono tre dighe. Ci sarà un problema se la Regione autorizza a riempire le dighe solo per metà. Il problema dell'acqua era già venuto fuori quando ero procuratore della Repubblica. L'allora presidente della Regione, Cuffaro si era presentato alla commissione sugli approvigionamenti idrici del Senato a dire che le dighe non potevano contenere tutta l'acqua perché mancavano i collaudi tecnici. Il 60 per cento delle dighe non erano state collaudate, ma messe in opera e adesso c'è una capacità dimezzata di acqua, rispetto a quella che è ipotizzabile avere". Lo ha detto il presidente del Senato, nonché leader di "Liberi e Uguali", Pietro Grasso ad Agrigento dove è intervenuto a sostegno dei candidati di Camera e Senato nel collegio di Agrigento. 

Pietro Grasso ad Agrigento

Grasso ha parlato - in maniera particolare - -di acqua, rifiuti, investimenti negati, disoccupazione. Ma anche raccontato del perché della sua decisione di scendere, in prima persona, in campo. "Passando da Licata - ha esordito - ho avuto un tuffo al cuore. Non ho avuto tempo, ma mi sono emozionato passando davanti Licata. Ci tornerò". In sala anche Angelo Capodicasa. "Quando sono diventato procuratore a Palermo - ha raccontato Grasso - il presidente della Regione era Angelo Capodicasa e, adesso, dopo tanti anni, eccomi qua".

LA VIDEO INTERVISTA. Grasso: "Bisogna risarcire i cittadini dei costi dell'illegalità"

La decisione    

"Da presidente del Senato, da figura super partes, non ho potuto esprimere le mie idee politiche. Ho visto passare tante leggi che non condividevo e che ora contesto. Ma da presidente non potevo intervenire su quei punti - ha spiegato - . Da presidente del Senato ho dovuto accettare quei 5 voti di fiducia sulla legge elettorale, senza nemmeno discutere una legge decisa dall'altra Camera. Mi è sembrata una ingiustizia. Ho avuto un'esigenza interiore ed ho detto basta e sono uscito dal Pd. E' venuto fuori quel ragazzo di Sinistra con le idee inculcate da mio padre: eguaglianza sociale. Dalla giustizia sono passato alla giustizia sociale. Mi rimetto di nuovo in gioco, dopo quasi 50 anni di onorato servizio avrei potuto tirare i remi in barca e invece ho fatto una scelta".

Il progetto politico 

"Questo è un progetto politico che vuole combattere le disuguaglianze sociali perché la forbice si è sempre più allargata: i ricchi sono più ricchi e i poveri più  poveri. Siamo in un momento di radicale cambiamento del paese e noi ci siamo". Il presidente del Senato ha dunque parlato dell'emergenza idrica e poi di quella dei rifiuti: "Sono stati creati 26 Ato senza risolvere il problema, ora sono tutti in liquidazione. Cosa hanno fatto? Cosa hanno risolto? Ora è stata dichiarata l'emergenza e si potrà avere l'autorizzazione per un'altra discarica. Non è così che le cose devono andare". Poi la dolente nota degli investimenti e dei contributi: "I contributi per la zootecnia sono bloccati, 40 milioni per le questioni idriche dell'Unione Europea non sono stati spesi. Qual è il problema di questa terra? Può darsi che è una questione morale? O che qualcuno che deve pensare agli altri piuttosto che a se stesso? Ecco perché - ha spiegato - libertà e uguaglianza. Liberi dalle paure, dalla schiavitù di un lavoro malpagato o che spesso non si ha. E, naturalmente, l'opportunità di essere uguali, tutti messi nella stesse condizioni. Il nostro programma pensa ai diritti negati, pensa agli investimenti. Avete mai fatto caso che quando si parla di investimenti si parla del ponte sullo Stretto. E' un ponte fra due deserti: la Calabria e la Sicilia".

Le vere esigenze

"Noi abbiamo bisogno di infrastrutture utili per le nostre potenzialità: il turismo. Ci vogliono le strade, qualche aeroporto in più. Quello di Birgi è di nuovo chiuso. Lo sapete quanto tempo è necessario da Trapani a Siracusa? Quasi 12 ore e non c'è una linea che ti fa arrivare direttamente, in mezzo devi prendere dei pullman. La rete ferroviaria non è stata mai potenziata. Forse perché aziende di trasporti pubblici su gomma devono lavorare al posto delle Ferrovie? E come mai non abbiamo il doppio binario? E ancora le locomotive a diesel. Per non parlare delle strade: la Palermo-Agrigento è ancora una incompiuta, la Ragusa-Catania non è completa. Quanta trascuratezza! Quando le risorse ci sono state non sono state spese bene. Ci sono i fondi comunitari, ma serve una regia nazionale su come investire questi fondi, perché distribuirli per accontentare i potentati locali non aiuta questa terra. Abbiamo, in Sicilia, un terzo del patrimonio culturale di tutto il Paese. La Valle dei Templi dovrebbe far sì che il turismo non sia un turismo mordi e scappa. Il turista deve cominciare ad apprezzare le biodiversità del territorio, questo significa costruire e creare posti di lavoro. Servono dunque investimenti capaci di fare da moltiplicatore, di produrre posti di lavoro. Un vecchio proverbio siciliano dice: 'Cu nesci arrinesci!'. Purtroppo è qualcosa che dobbiamo cancellare - ha concluso il presidente del Senato Pietro Grasso - . E' drammatica l'emigrazione dei nostri giovani, non solo gli operai, ma anche i diplomati e i laureati. E' un problema anche la sanità. Hanno sbagliato le politiche sui medici, ci sarà una implosione".

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