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Giorgio Bongiorno al sindaco Miccichè: "Ok il Natale ma adesso occorre fare sul serio"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Abbiamo molto apprezzato gli sforzi della nuova amministrazione per abbellire  Agrigento in occasione delle festività, così come abbiamo apprezzato la straordinaria umanità del neo sindaco Franco Miccichè, disposto persino a travestirsi da Babbo Natale, nonostante la sua età e la sua professionalità, per strappare un tenero sorriso ai bambini della città.

Ma adesso è necessario cominciare a parlare di temi, progetti ed idee per il bene del territorio. Sono molto tristi i dati che raccontano di una provincia inesistente e sprovvista di un serio piano di ripresa.

Se è vero che Agrigento, come ricorda anche il Presidente della Regione Musumeci, è un’eccellenza a livello internazionale, non è accettabile che venga tagliata fuori dagli investimenti per il Recovery Fund. Non è possibile che si parli di Agrigento soltanto per la spartizione di incarichi, onestamente non ci importa di avere un assessore Agrigentino, ci interessa invece avere uomini delle istituzioni che lavorino nell’interesse del territorio, al di là della loro provenienza.

Noi giovani non siamo disposti ad assecondare i piani della politica clientelare regionale, che ancora propone i soliti progetti faraonici, su cui si è già tanto discusso in passato e per cui troppo denaro pubblico è già stato sprecato.

Noi non siamo disposti ad assistere all’ennesimo sperpero di denaro pubblico di cui le vittime saremo soltanto noi, uomini e donne delle nuove generazioni. Per spendere bene i soldi europei non servono migliaia di progetti, ma serve una visione e la forza di chi ha un’idea e la sa realizzare.
 Il mondo post covid va preparato adesso, occorre cercare di capire come sarà quel mondo e cercare poi di attuare le politiche più adatte.

I fondi europei che stanno per arrivare sono soldi che potrebbero aiutare la città a crescere. Non usarli, o usarli male, sarebbe un autogol storico, che segnerebbe la vita di intere generazioni.

Non sono necessari mille progetti, basta avere una visione da qui a dieci anni: infrastrutture, turismo, sostenibilità non solo ambientale, innovazione digitale, identità culturale, sanità.

E l’entusiasmo di chi crede nel proprio territorio e sa cogliere le giuste occasioni per rilanciarlo.  Al sindaco Miccichè vogliamo chiaramente dire che abbiamo molto apprezzato lo schiaffo morale che ha già dato ai suoi detrattori, ma adesso occorre cominciare a lavorare sul serio, se è vero essere un “mastino” nel lavoro, come lui stesso si definisce, lo dimostri alla città, alzi la voce, batta il pugno, si faccia sentire e porti in casa i risultati che la nostra città merita!
 

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