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Lillo Firetto (Udc)

Lillo Firetto (Udc)

Firetto lascia Porto Empedocle: «Mi auguro che non arrivino sciacalli»

Un'ultima Giunta, e le dimissioni da sindaco empedoclino. Ecco come Lillo Firetto racconta gli ultimi giorni del proprio mandato, spiegando perchè ha atteso fino all'ultimo, seppure significasse non dare modo alla città di procedere al rinnovo dell'Amministrazione in questa tornata elettorale

Dopo l’ultima Giunta di due giorni fa Lillo Firetto, candidato alla poltrona di sindaco del capoluogo, non è più sindaco di Porto Empedocle. Dopo un mandato lungo 9 anni ha firmato e consegnato nelle mani del segretario generale del Comune, Pietro Rizzo, la lettera di dimissioni da primo cittadino. Poco prima di dimettersi, Firetto aveva convocato per l’ultima volta i suoi assessori per approvare gli ultimi provvedimenti.

Come sono trascorse le ultime ore da sindaco di Porto Empedocle, dopo 9 anni di amministrazione?

"Si sono vissuti momenti frenetici, abbiamo rivisitato il cronoprogramma della Stazione marittima e concordato con l'impresa di accorciare i tempo di realizzazione, così come sono state definite le attività per completare la piazza del Casellante, con l'annessa area di parcheggio su un'area donata in parte dalle Ferrovie e in parte dall'Italkali. Ma abbiamo anche firmato il contratto per il restyling definitivo di tutti i lidi che, dietro di richiesta dei commercianti, avrà inizio da settembre in poi. Abbiamo poi stabilito la riduzione dell' addizionale Irpef di competenza comunale di 0.2 punti percentuali. E’ poi stata prorogata l’esenzione della tassa sul suolo pubblico per gli esercenti della via Roma a causa dei fastidi di cantiere subiti a causa dei lavori di riqualificazione della strada stessa, e l’attivazione gratuita del wi-fi  in alcune aree di aggregazione della città come via Roma e piazza Italia".

Come si è "accommiatato" da coloro i quali l'hanno collaborata in questi anni?

"Sono stati 4 giorni emotivamente pesanti, in cui dal vigile ai dipendenti comunali mi hanno testimoniato la loro vicinanza e il loro affetto, oltre al rammarico per questo distacco. Durante i saluti anche io ho vissuto un momento di forte commozione, ma anche di soddisfazione per i riscontri positivi, irripetibili. Lasciamo una città che si presenta del tutto diversa dallo stato comatoso in cui fu presa".

Perchè lasciare adesso e non prima, consentendo alla città di procedere al rinnovo dell'Amministrazione? Non si fidava di chi avrebbe retto il Comune in attesa dell'arrivo del commissario?

"Nel 2011 ho preso in carico il mandato di sindaco e ho inteso onorarlo: l'ho fatto fino all'ultimo secondo possibile. Ho promesso, anche quando mi candidai all'Ars, che non avrei lasciato la città".

Lunedì, alla ripresa dell’attività amministrativa, a fare le sue veci sarà l’attuale vicesindaco, Salvo Scimè. Ora è tranquillo nel lasciare la città per un anno almeno nelle mani del commissario straordinario regionale? E cosa si augura per il "dopo" di Porto Empedocle?

"Noi abbiamo avviato una serie di lavori, come la ripresa dei collaudi per gli interventi al teatro "Empedocle" e trasmesso al Provveditorato delle Opere pubbliche i carteggi per effettuare l'appalto integrato per la realizzazione dei Cantieri culturali. In cuore mio mi auguro solo che non arrivino iene e sciacalli".

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