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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica

Palermo: "Finanziaria regionale abbandona la nostra provincia"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Una finanziaria regionale pre-elettorale dove la provincia agrigentina ne esce sicuramente tutt’altro che bene. Gli unici provvedimenti positivi che ad oggi si registrano sono quelli che vedono gli ASU inglobati agli LSU storici e la norma sugli ex operatori degli sportelli multifunzionali delle politiche attive del lavoro. Per tutto il resto tantissima approssimazione.

Si chiude una legislatura regionale nata male e finita peggio dove la politica ha dimostrato vulnerabilità ed approssimazione. Non si può non sottolineare come la finanziaria in questione, partita con l’intento risolutivo dei problemi, invece oggi rimanda in maniera chiara i nodi più spinosi al collegato o alla finanziaria bis con un aggravio maggiore di circa 15 o 20 milioni di euro”.

Il primo tempo della gestione polito-amministrativa di Crocetta lo ha visto protagonista in provvedimenti tampone. Tra questi, parliamo, ovviamente, della cartolarizzazione dei beni immobiliari attraverso i nuovi mutui ed il riacquisto dei cespiti attraverso un’operazione economico-finanziaria tutta da verificare.

“Ad onor del vero tra le pochissime note positive vi è anche quella relativa al sussulto avuto per i disabili gravissimi che dopo la risonanza mediatica, importante particolare da non tralasciare, hanno finalmente ottenuto il minimo indispensabile che si possa avere in un paese di diritto. Anche sulla fusione CAS e ANAS vedremo nel collegato cosa saprà imbastire il governo regionale. Un governo poco affine all’ascolto non solo dei propri componenti di squadra ma della gente tutta.

Tante volte ci siamo ripetuti sulla necessità di iniziare una vera e nuova stagione in cui i partiti inizino ad interrogarsi sul bisogno del ricambio generazionale. Rinnovare per azzerare uno schema politico obsoleto e pieno di falle. La Sicilia tutta e le varie provincie necessitano di nuovi volti e di nuova linfa capaci di progettare e programmare una politica basata su fatti concreti e meno su proclami elettorali.

Abbiamo l’urgente necessità di rinnovare la classe politica dirigente con soggetti credibili, impegnati e presenti sul territorio tutto l’anno e non soltanto a ridosso delle campagne elettorali. La nostra Sicilia ed in particolare la nostra provincia meritano rispetto ed impegno verso un vero rilancio economico sociale.  Abbiamo bisogno, dunque, di puntare al futuro riconoscendo ed eliminando ciò che ha danneggiato il nostro territorio e la nostra gente.

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