Finanziamento ai partiti, si raccolgono le firme per la nuova legge

L'entità del contributo sarà calcolato sulla base di quanto spettante per l'anno di entrata in vigore della legge secondo la normativa allora in vigore e sarà pari al cento percento di tale importo per l'anno di entrata in vigore della legge e ridotto per i quattro anni successivi di un 20 percento all'anno

I consiglieri comunali Giovanna Vinti, Francesco Gambino, Luigi Argento, Stefano Galvano, Salvatore Alaimo, Giuseppe Gattarello, Giuseppe Sicurello ed Enrico Vella portano a conoscenza dell'intera cittadinanza che presso l'Ufficio dei Servizi Demografici del Comune è possibile depositare la propria firma a favore del disegno di legge di iniziativa popolare per la modifica dell'attuale meccanismo di finanziamento pubblico ai partiti (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 91 del 18 aprile 2012) "Proposta di Legge di iniziativa popolare sul finanziamento della politica" proposto dall'Associazione Amici dell'Istituto Luigi Sturzo.

"Il metodo che si propone porta in capo ai cittadini la scelta di finanziare i partiti anche se ne lascia in gran parte l'onere a carico dello Stato. Il meccanismo adottato è molto semplice: lo Stato riconosce ai cittadini un credito d'imposta pari al 95 percento del contributo versato con un limite massimo di 2.000 euro. Ciò darà inizio ad una fase nuova e più costruttiva nei rapporti tra cittadini e partiti e anche tra cittadini e istituzioni. Non è difficile prevedere, infatti, che tra i partiti scatterà una «sana» emulazione per acquisire sempre maggiori consensi tra la popolazione. Ne deriveranno profonde innovazioni nella vita interna dei partiti, nella selezione della loro classe dirigente, da cui è lecito attendersi un loro maggior contributo alla crescita di una vera democrazia. L'entità del contributo sarà calcolato sulla base di quanto spettante per l'anno di entrata in vigore della legge secondo la normativa allora in vigore e sarà pari al cento percento di tale importo per l'anno di entrata in vigore della legge e ridotto per i quattro anni successivi di un 20 percento all'anno. Dal quinto anno non saranno più erogati contributi diretti a carico del bilancio dello stato".

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