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Martedì, 17 Maggio 2022
Politica

Fiaccolata per il diritto alla vita davanti all'Ucciardone, Totò Cuffaro ai detenuti: "Non sentitevi abbandonati"

L'iniziativa, che visto in prima linea la Democrazia Cristiana Nuova, è stata organizzata in memoria dei due ragazzi morti suicidi recentemente nelle carceri di Palermo e Catania. Al sit-in anche l'associazione "Nessuno tocchi Caino"

Fiaccolata ieri sera davanti all'Ucciardone, in memoria dei due ragazzi morti suicidi recentemente nelle carceri di Palermo e Catania. Un'iniziativa per il diritto alla vita che ha visto in prima linea la Democrazia Cristiana Nuova. “L'obiettivo dell'evento è alimentare e coltivare la speranza di tante persone private della libertà, non devono sentirsi abbandonate – dichiara il commissario regionale della DC Nuova, Totò Cuffaro -. Vogliamo ricordare che ci sono più suicidi nelle carceri italiane di quanto ne faccia la pena di morte negli Stati dove è ammessa. Un paese di diritti come il nostro non può non attenzionare ed umanizzare un luogo dove la gente, anche se ha sbagliato, va rieducata, salvando la dignità”.

La fiaccolata, dal titolo “La Luce della Speranza”, è stata organizzata da Eleonora Gazziano, responsabile regionale del Dipartimento diritti umani, insieme ad Andrea Piazza, responsabile regionale del Dipartimento legalità e antimafia della Dc Nuova. Si è tenuta al termine dell’assemblea di Nessuno Tocchi Caino, che si è svolta nel pomeriggio nella Fonderia Oretea.

Al sit-in, hanno preso parte, infatti, anche il segretario dell’Ong Nessuno Tocchi Caino, l’onorevole Sergio D’Elia e i membri del consiglio direttivo Sabrina Renna, Donatella Corleo e Antonio Coniglio. “Il carcere ha un aspetto afflittivo ma l’afflizione attiene alla privazione della libertà, non attiene alla privazione della dignità umana in qualunque Paese democratico degno di essere chiamato tale – sottolinea Eleonora Gazziano -. Questo è un grande dibattito che va sottoposto all’attenzione di ogni singolo cittadino e, comunque la si pensi, non è discutibile che il tema delle carceri venga espulso dal dibattito in qualsiasi Paese che voglia rifarsi allo stato di diritto. I referendum sono l’unico strumento che hanno i cittadini per esercitare la democrazia ed esprimersi e magari evitare – conclude - che la giustizia continui ad essere il violentatore del nostro stato di diritto”.

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