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Fds e l'esercizio del diritto di un voto consapevole

Seconda lezione del corso di formazione politica. Il prossimo appuntamento è previsto per il 25...

Seconda giornata di studi dedicata alla formazione dei giovani che saranno il futuro della classe politica. Nell'introdurre la giornata, Barbara Garascia, responsabile provinciale del dipartimento giovani di FdS e organizzatrice delle giornate di studi, ha sottolineato l'importanza dell'esercizio del diritto di un voto consapevole che "assume un significato ancora più rilevante in funzione delle prossime elezioni". Dopo i saluti ai tanti giovani, da parte anche di Mario Baldacchino, si sono alternati i vari relatori, fra cui Andrea Cirino, consigliere comunale di Agrigento, il professore Vincenzo Randazzo, il deputato nazionale di "Grande Sud" Giacomo Terranova e Titti Bufardeci, deputato regionale FdS.

Nelle loro lezioni ai numerosi e attenti giovani iscritti al corso, si sono spiegati i pregi e i difetti dell'attuale legge lettorale, che se da un lato non permette all'elettore un esercizio consapevole del voto, per altri aspetti, ha sottolineato Terranova, dovrebbe presentare dei punti interessanti, a cominciare dalla certezza che un candidato nominato, è o dovrebbe essere scelto dal partito, per meriti acquisiti durante decenni di attivita politica sul campo, Terranova si è soffermato un attimo sulla sua esperienza di decenni di militanza e per la sua attività è stato candidato e poi eletto in parlamento. Il deputato regionale Titti Bufardeci ha invece fatto un interessante escursus sulle leggi regionali siciliane, una in particolare, la legge 7 del 1992, legge che ha confermato che la Sicilia è sempre stata un importante banco di prova "politico" ed esempio da seguire a livello nazionale. La legge regionale, ha spiegato Bufardeci, introduceva il suffraggio popolare per l'elezione diretta dei candidati a sindaco, a presidente di Provincia e Regione. Sindaci e assessori, che con la vecchia legge, venivano nominati alle importanti cariche decisionali dai vari consiglieri eletti dal popolo, risultavano poi alla fine, oltre che eletti nei vari collegi a "consiglieri", amministratori e  controllori del loro stesso operato. Quella legge introduceva anche una novità di rilievo. la possibilità di sfiduciare il sindaco tramite referundum popolare.

Randazzo ha ripercorso quanto trattato da Bufardeci e da Terranova ed ha evidenziato le differenze tra le leggi elettorali passate e quella che entrerà in vigore alle prossime votazioni. Si è soffermato particolarmente sul ruolo dei giovani che si devono interessare attivamente alla politica ricordando che è indispensabile esercitare il proprio ruolo esprimendo il voto. Ha basato molto il ruolo svolto dai giovani grazie alla diretta conoscenza del mondo giovanile (è preside scolastico).

Il corso si è chiuso con l'intervento di Michele Cimino che ha evidenziato i pregi, ma sopratutto i difetti delle leggi elettorali ed ha rivolto, come Randazzo, un invito ai giovani corsisti di presentare delle idee per un disegno di legge elettorale nuovo e funzionale. I giovani allievi, hanno seguito con molta attenzione le lezioni, non disdegnado di fare numerose e interessanti domande ai relatori. Il prossimo appuntamento con il Corso di Formazione Politica è previsto per il 25 novembre, l'argomento di studio sarà il Federalismo fiscale.


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