Si va al voto con un solo candidato, Tar respinge il ricorso di Salvatore Tallo

L'ex presidente del consiglio comunale di Alessandria della Rocca aveva contestato il rigetto della lista, presentata alle 13.19 invece che alle 12

Giovanna Bubello e Salvatore Giovanni Tallo

Alessandria della Rocca, respinto ricorso della lista a sostegno di  Salvatore Giovanni Tallo, si andrà al voto con un solo candidato sindaco.
Lo ha deciso il Tribunale amministrativo regionale, al quale l'ex presidente del Consiglio comunale si era rivolto per contestare l'esclusione della sua lista dalle prossime elezioni del 10 giugno. L'elenco con nomi e candidature, infatti, è stato fisicamente consegnato al segretario generale del Comune oltre un'ora e 19 minuti dopo il termine previsto per legge.


“Non si è in presenza di un caso di lieve scostamento di orario dovuto ad esigenze organizzative dell’ufficio preposto alla ricezione della documentazione né di un caso di lista e documentazione formalmente depositata e mancante dei certificati elettorali – scrive il Tar -. Diversamente, dagli atti del procedimento emerge che i presentatori si sono recati presso l’Ufficio del segretario comunale e che, rilevata l’assenza di parte della documentazione, non abbiano comunque depositato la lista e ciò al fine di colmare detta mancanza”. In realtà, dice il Tar, nulla vietava agli stessi di “presentare la lista quantunque con documentazione incompleta, con l’ovvia sopportazione del rischio di una eventuale esclusione avverso la quale si sarebbe potuto certamente discutere dell’essenzialità o meno del deposito dei certificati elettorali entro le ore 12”.

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Insomma, si sarebbe potuto quantomeno salvare qualcosa. Il Tar ha inoltre confermato che il segretario generale ha ben agito, spiegando però che se di  “discutibile condotta del segretario comunale vuol - sul versante della conduzione delle operazioni - parlarsi, un dato appare certo: quello che lo ha visto, ad avviso del Collegio, errare nel consentire la presentazione della lista alle ore 13,19, ossia a quasi un’ora e venti minuti dalla scadenza del termine e ciò anche in considerazione che - come bene evidenziato nelle predette istruzioni diramate agli uffici - 'al fine di assicurare al massimo l’esercizio del diritto di elettorato passivo, costituzionalmente garantito, è facoltà delle amministrazioni comunali, di organizzare gli orari di apertura della segreteria comunale anche nelle ore pomeridiane, escluso l’ultimo giorno'. In ogni caso – conclude il Tar - si tratta di aspetti, quelli inerenti ai profili soggettivi, per i quali una valutazione più complessiva non rientra, ovviamente, nei confini propri della giurisdizione di questo giudice”.

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