Regionali, Micari punta sulla "Generazione Next": "Impegnatevi con me, facciamo una lista"

Il candidato-rettore, sostenuto anche dai partiti tradizionali del centrosinistra, chiama a raccolta giovani (e meno giovani) e punta a creare un contenitore: "Il 5 novembre lascio l'Università perché vinciamo"

Fabrizio Micari nella sede di "PMO Coworking"

Fabrizio Micari, candidato del centrosinistra alle elezioni Regionali, chiama a raccolta giovani (e meno giovani) e punta a creare un contenitore che potrebbe diventare una lista a lui collegata. Il nome, con tanto di logo, c'è già: "Generazione Next". Dentro troverebbe spazio chi finora è stato emarginato dalla politica.

"I disillusi che magari non votano - spiega -. Chi è impegnato nel mondo dell'innovazione, della ricerca, delle professioni ma non trova terreno fertile attorno".

"A tutti loro lanciamo un messaggio: basta deleghe in bianco, basta dire che 'tanto non cambia nulla', impegnatevi in prima persona, fate una scelta di responsabilità" aggiunge Micari, che ha scelto la sede di "PMO Coworking" - fucina di talenti e punto di riferimento di giovani palermitani e stranieri - per convincere una fetta di elettorato "a sposare un progetto dalla forte connotazione civica".

Ma come può il profilo tratteggiato da Micari aderire ad una coalizione fatta di partiti che non hanno saputo dare finora risposte proprio alla generazione next? "La novità - risponde il candidato governatore del centrosinistra - sta nel mettere il civismo accanto alla politica tradizionale. Con l'obiettivo di cambiare rotta in Sicilia. Io ci sto mettendo la faccia, la mia storia, il mio impegno. Stiamo lavorando molto sul programma, che presenteremo tra qualche settimana, dove troveranno posto impegni chiari che verranno espletati. E' il momento del passaggio alla responsabilità. Strada facendo vedremo se ci sono le condizioni per presentare una lista".

Il rettore in congedo - "Il 5 novembre lascio l'Università perché vinciamo", promette - vorrebbe emulare il "modello Israele": "Loro - dice - sono una 'start up nation', perché la Sicilia non può diventare una 'start up ragion'? Dobbiamo creare le condizioni affinché le micro-imprese, che da noi sono presenti, possano svilupparsi e diventare grandi".

Sulla campagna elettorale di Micari, intanto, incombono le scelte del governatore Crocetta, che ha deciso alla fine di appoggiarlo. Il cambio di assessore, la rotazione dei dirigenti, la raffica di nomine. "Sono fermamente convinto che bisogna partire con una squadra e cercare di mantenere il più a lungo possibile. I ricambi in squadra però, a volte, sono anche necessari". Così Micari commenta le dimissioni dell'assessore ai Beni culturali Carlo Vermiglio, subito rimpiazzato da Crocetta. "Qualcuno mi ha chiesto se mi impegno a mantenere o ridurre l'avvicendamento del numero di assessori - prosegue -. E' chiaro che fin dall'inizio bisogna porre grande attenzione alla composizione della squadra, fermo restando che ci siano le condizioni politiche".

Mentre sulle nomine di sottogoverno prima del voto, dice: "E' qualcosa che fa parte della storia della politica siciliana, basta andare a vedere le ultime legislature. Da questo punto di vista, è importante che tra la politica e la burocrazia si riesca a stabilire un rapporto di fiducia sin dall'inizio". Quindi la stoccata a Cancelleri, che ha annunciato di volere cambiare tutti i dirigenti regionali in caso di vittoria del M5S: "Non si può buttare via il bambino con l'acqua sporca. Sono delle cose insensate, annunci per i giornali. Bisogna cercare di valorizzare le competenze che certamente ci sono e fare in modo che ci sia continuità nell'azione di governo".

E gli 80 euro in più ai forestali, che suonano come una mancia elettorale e sanno tanto di politica lontana dalla generazione next? "Lo prevede un contratto che doveva essere applicato da 16 anni - conclude Micari -. Sui forestali però è necessario impegnarsi parecchio, a maggior ragione dopo un'estate di incendi che ha devastato la Sicilia".

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