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Arnone: "Mi candiderò alle regionali per liberare il Pd"

Quel "cambio vita" dichiarato lunedì sera significava ben altro. L'avvocato: "Oggi sono Ulisse che deve liberare Itaca dai Proci"

Se qualcuno ha potuto pensare che la chiusura del sipario davanti la sindacatura di Giuseppe Arnone potesse causare l'uscita di scena dell'avvocato dalla vita politica, si è sbagliato di grosso.

"Penso che mi candiderò alle regionali - ci ha detto Arnone -. Non perché mi interessa stare all'Ars, ma per chiudere la partita con Di Benedetto e Capodicasa. La priorità assoluta del mio impegno politico sarà liberare il Partito democratico. Oggi sono Ulisse che deve liberare Itaca dai Proci".

Come una sfida finale e definitiva, Peppe Arnone incassa la sconfitta alle elezioni agrigentine (dove pure presentando solo se stesso e nessuna sigla di partito o di movimenti ha ottenuto oltre l’11 percento dei consensi) ma riparte all'attacco. In primo piano rimane però l'impegno professionale, puntando sulla costruzione di uno studio legale.

E Agrigento? L'avvocato fa capire chiaramente che non abbandonerà la città; e nemmeno le tv locali. "Gli agrigentini non hanno voluto affidarmi la città quindi non mi interessa più stare in Consiglio comunale, mi occuperò solo di ciò che mi interessa selezionando le battaglie da fare, quelle sulla legalità. I rifiuti per esempio non saranno più un mio problema, se ne occuperà Zambuto. Imporre all'Ato di abbassare le tariffe è un problema che sento più mio. Potrei dire che per un 70 per cento mi dedicherò alla mia professione e per un 30 alla politica. Liberare il Pd è però il primo dei miei obiettivi".

Alla luce di queste dichiarazioni, quel "cambio vita" dichiarato lunedì sera, quando il quadro dei risultati delle votazioni era ormai già chiaro, acquistano adesso una valenza diversa. L'amarezza e la sfiducia nei confronti di una città "che non vuole il cambiamento", lasciavano intendere la rottura di Arnone con la politica. Ma l'avvocato non getta la spugna e riparte in quinta.

(dbr)

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