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Ettore Di Ventura al seggio

Ettore Di Ventura al seggio

Amministrative, il silenzio dei partiti dopo i ballottaggi

In pochi hanno espresso compiacimento o contrarietà all'indomani dell'elezione di Di Ventura a Canicattì, ma soprattutto di Carmina a Porto Empedocle e Alba a Favara

È il “pesante silenzio” di deputati e vertici di partito quello che più si è avvertito al termine delle consultazioni elettorali in provincia di Agrigento. All’indomani dell’elezione di Ettore Di Ventura a Canicattì, ma soprattutto di Ida Carmina a Porto Empedocle e Anna Alba a Favara, vincitrici senza apparentamenti né coalizioni elefantiache, in pochi sono stati a esprimere compiacimento o contrarietà. 

Quasi nessuna reazione, né da destra né da sinistra: perché anche chi potrebbe "esultare a metà" non ha proferito parola. Contrariamente a come avviene nelle redazioni giornalistiche, in questo come in altri casi in cui l’occasione è buona per dire la propria, sono davvero meno delle dita di una mano i “comunicati” arrivati. Si tratta di quel silenzio che in altri tempi sarebbe stato “colmato” da una qualche diplomatica “accettazione” della sconfitta con tanto di auguri di buon lavoro agli eletti.

Stavolta no, forse i “partiti tradizionali” stanno metabolizzando, incassando il colpo. Solo qualche sparuto caso di onestà intellettuale si affaccia su Facebook dove, per esempio, un deputato del Pd (non citiamo lui per non citare poi doverosamente i “silenziosi” assoluti) in un proprio stato commenta: “Abbiamo perso a Favara e a Porto Empedocle. Vinto le elezioni a Canicattì. Le analisi sulla sconfitta avverranno nei prossimi giorni”, a riprova del fatto che una riflessione profonda sia d’obbligo. E ancora, con un fairplay alla “vecchia maniera”: “Sento di dovere ringraziare ?#‎gabriellabruccoleri? e tutti quelli che si sono candidati nel Pd e a tutti quelli che hanno creduto in quel progetto. Ringrazio ?#‎orazioguarraci? e a tutti quelli che si sono candidati nel Pd e a tutti quelli che ci hanno creduto. Buon lavoro a ?#‎ettoreventura? e ai consiglieri comunali del Pd. Buon lavoro ai nuovi sindaci di Favara e Porto Empedocle. Domani è un altro giorno e faremo i conti con il nuovo quadro politico rispettosi che questa è la democrazia”.

E anche un giovanissimo consigliere agrigentino, seppure appartenente all’area moderata di centrodestra, ha commentato sottolineando quella consapevolezza che in tanti, anche tra i “semplici cittadini”, si augura raggiungano i “maggiorenti” politici: “È inutile negare l’evidenza. Con il voto la gente ha voluto dare una grande batosta ad un intero sistema, ad un sistema politico che, nonostante alcuni tentativi di cambiamento, risulta ancora essere decisamente marcio, statico ed inefficace. Quindi o i partiti ed i loro leader capiscono che il tempo di fare “apparentamenti”, favoritismi, figli, figliastri e clientele è finito, oppure non usciranno mai da questo stallo. Smettetela con i tatticismi e con lotte di correnti interne varie…così si muore”. 

Qui, rispetto al clientelismo, ci sarebbe da dire che "offerta e domanda" sono complementari e si alimentano a vicenda. E che non sempre le "lotte interne" sono deleterie ma possono portare a un rinnovamento. Ciò che manca spesso nei programmi elettorali o nelle azioni amministrative, sono le cose concrete e fattibili, sono i fatti che dovrebbero seguire alle parole.

Sarebbe bello e utile e lo affermano tanti commentatori dei social in queste ore che, per consentire all’elettorato di formarsi o accrescere la propria coscienza civile e politica, queste “forze” da tempo operanti nel territorio offrissero una propria analisi di quanto avvenuto, che facessero un mea culpa. Che ammettessero che, se anche si fosse trattato di un “voto di protesta”, questo non li “assolve” perché una protesta nasce quando i bisogni essenziali di un individuo o di un popolo non ricevono adeguate risposte: e parlare ancora di referendum, leggi elettorali e tecnicismi non dà da mangiare alla gente comune.
 

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