Lunedì, 15 Luglio 2024
Elezioni regionali

Nel "valzer" di numeri torna ad aumentare il distacco (forse in maniera definitiva) fra Cambiano e Di Caro, il deputato uscente farà ricorso e chiederà il riconteggio?

Acquisiti, in maniera informale, i dati mancanti dei seggi di Burgio e delle due sezioni bloccate della città dei Templi: l'ex sindaco di Licata è avanti di 40 preferenze. Inevitabile l'amarezza del favarese che - con appena 1.252 preferenze - si è visto voltare la faccia dalla sua città

Il "valzer" di numeri continua. "I verbali dei Comuni relativi alle sezioni mancanti (2 ad Agrigento) sono stati trasmessi dalle Prefetture ai tribunali competenti che effettueranno un nuovo scrutinio e il verbale di esito verrà inviato direttamente all’ufficio centrale regionale presso le Corti d’Appello", ha reso noto, poco prima delle ore 13, la Regione. In attesa quindi dell'ufficializzazione del dato definitivo, Angelo Cambiano, ex sindaco di Licata, è avanti - stando a quanto è emerso alle ore 14,35 - di 40 voti sull'altro candidato all'Ars del M5S: il deputato uscente Giovanni Di Caro. Quaranta preferenze e non 22, un numero che nell'eventuale caso di riconteggio potrebbe naturalmente fare la differenza.

Sul portale delle elezioni regionali, nella parte dedicata al report voti di preferenza (i risultati degli scrutini sono fermi a 504 sezioni sulle complessive 510 ndr) Angelo Cambiano è a 3.629 voti, mentre Giovanni Di Caro è a 3.555. Una differenza di 74 voti, dunque. Un distacco che si assottiglia a 64 perché Di Caro - a Burgio - ha avuto 10 voti e 0 Cambiano. Ad Agrigento, nelle sezioni di cui manca l'esito definitivo, questa invece la situazione: nella "32" Cambiano ha avuto 5 voti e Di Caro 16, nella "47" invece Cambiano ha avuto 2 preferenze e Di Caro 15. Sottraendo dunque altri 24 voti, il distacco fra i due arriva a 40 preferenze in favore dell'ex sindaco di Licata. 

Regionali e spoglio a rilento, ecco perché: schede elettorali imbucate in urne sbagliate e omissioni nei verbali di due sezioni     

Il turbinio registrato durante lo spoglio

"C'è un distacco di circa 550 voti". "Sono diventati poco più di un centinaio, ma mancano Canicattì, Camastra, Burgio, Siculiana, Montevago e forse qualche altro paese". "Di Caro è indietro di appena 70 voti". "La differenza di preferenze si sta ancora assottigliando". Dalle 21 circa di lunedì fino ad ieri sera - per interminabili 24 ore - è stato, fra Favara e Licata, passando inevitabilmente per il capoluogo e non soltanto, un autentico turbinio di incredulità, incertezza e di emozioni contrastanti. Perchè, ad un certo punto, c'è stata una sorta di testa a testa fra i candidati del Movimento Cinque Stelle: l'uscente deputato Giovanni Di Caro e l'ex sindaco di Licata, Angelo Cambiano.

Ieri sera, poco prima delle ore 22, si parlava - fra i ben informati - di un distacco di 22 voti fra i due. Distacco, si diceva, che avrebbe potuto assottigliarsi, arrivando quasi ad un pareggio, visto che all'appello mancano appunto i dati delle due sezioni di Agrigento. In realtà, i voti di distacco - come chiarito nelle ultimissime ore - sono 40. L'ex sindaco di Licata è eletto quale nuovo componente di Sala d'Ercole.

Di Caro farà ricorso e chiedere il riconteggio?

Non è escluso che Di Caro, specie quando avrà contezza dei dati definitivi, non scelga di fare ricorso e chiedere un riconteggio delle schede. Anche perché - per stessa ammissione della Regione - vi sono stati "dati incompleti ed errati trasmessi dai Comuni" (il riferimento era relativo non soltanto ad Agrigento ndr.).

Di Caro tradito dalla "sua" Favara 

L'uscente Giovanni Di Caro non rilascia, al momento, dichiarazioni. Nella "bufera" di queste due ultime giornate, per il deputato - sempre pronto ad accogliere, ad ascoltare ed aiutare tutti - c'è un boccone amaro, anzi amarissimo, da ingoiare: è stato tradito dalla "sua" Favara. La città dell'agnello pasquale - con appena 1.252 preferenze - gli ha voltato le spalle. E lo ha fatto - ma anche questo fa parte dei "giochi" della politica - senza che Di Caro lo meritasse. Il suo impegno, tradottosi appunto in concreta attività parlamentare, è facilmente conoscibile e riscontrabile sui portali della stessa Regione. Favara - scegliendo altri candidati all'Ars, e non soltanto locali, - ha, però, platealmente tradito quel suo "figlio" che ne ha anche difeso, a spada tratta, l'immagine. 

(Aggiornato alle ore 16)

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