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Silvio Alessi

Silvio Alessi

Alessi torna "in gioco" per il Pd? Intanto il "Patto" cambia nome

Mentre è in corso il direttivo del Pd alla presenza del segretario regionale, Fausto Raciti, si affaccia la possibilità che il partito riconverga sul vincitore delle primarie di coalizione. Lo stesso che Pdr e Patto per il territorio (probabilmente da domani "Buongiorno Agrigento"), continueranno a sostenere qualora accettasse di proseguire nel percorso tracciato

E se tornasse “in gioco" Alessi?
E’ questo l’interrogativo di questi minuti, una possibilità per nulla remota secondo qualcuno: in un momento in cui è in corso l’intervento di Capodicasa che, nella riunione del Pd convocata dal segretario regionale Fausto Raciti, il deputato starebbe spiegando perché non debba e non può candidarsi ma, a questo punto è lecito supporlo in assenza di smentite, si debba invece tornare a supportare il vincitore delle primarie. Mentre lui, Silvio Alessi, ancora non scioglie la riserva, aspettando probabilmente di capire cosa succede.

Si avvicendano in queste ore “di passione” summit e dichiarazioni.
Oggi in un clima politico teso, dopo l'altra l'incontro tenuto dal tavolo della coalizione alla Casa del popolo di Siculiana sabato, si sono succedute diverse riunioni. E, in maniera significativa, quella dei dem i sta protraendo: segno che quanto discusso nel fine settimana è stato rimesso in discussione. In ordine di tempo, la prima è stata quella del Pdr che ha sostanzialmente ribadito l’appoggio al patron dell’Akragas e redatto la lista dei candidati per il Consiglio.

«Continuiamo sulla linea tracciata dalle primarie - ha detto il coordinatore cittadino del partito di Cimino, William Giacalone -: la coalizione esiste e resiste anche se un socio, peraltro minoritario, si alzasse (il riferimento è al Pd, ndr). Ne faremmo comunque a meno, ci dispiacerebbe perché il sodalizio con i democratici era arricchito, ma andremmo avanti. Abbiamo cercato il dialogo anche sabato sera a Siculiana, quando Raciti ci ha notificato sostanzialmente la decisione del Pd nazionale e regionale. Il consorzio non ha motivo di sciogliersi perché può esprimere qualcosa di importante per il territorio attraverso la candidatura del vincitore delle primarie. La nostra lista - dice Giacalone rispondendo alla domanda su come sarà composta o da chi - è interessante, non comprende nessuno degli uscenti consiglieri ma solo professionisti preparati che non hanno mai ricoperto una carica politica, e appartenenti all’area ciminiana. Con loro contiamo di raggiungere il traguardo raggiunto nelle ultime amministrative con 3 o 4 consiglieri comunali eletti».

Piero Macedonio, come sempre senza peli sulla lingua, ha tagliato corto: per lui Alessi o il nulla.

«Non so se il Pd si ritirerà, se mancherà di coerenza - ha detto - posso solo dire che Iacono, Panepinto, Capodicasa, sono state persone corrette che amano il territorio e ne hanno una visione, anche dal punto di vista politico, obiettiva (lasciando intendere, è lecito supporlo, che anche loro vorrebbero rimanere su Alessi, ndr). Il tavolo, che con l’uscita del Pd dovrebbe cambiare nome, vuole solo dare un’opportunità a questo territorio. Alessi, è la gente che lo conferma con le primarie e con la larga adesione, lo vuole Agrigento e lo vogliono gli elettori. Noi accettiamo il responso delle primarie come lo avremmo accettato se le avesse vinte Bellini. Il Patto per il territorio è un comitato di salute pubblica, è una cosa seria e coerente. E visto che la mia strada e quella di Riccardo Gallo si sono divise, (Gallo, dopo l'incontro di sabato con il coordinatore regionale forzista Enzo Gibiino, redigerà la lista di partito presumibilmente a sostegno di Firetto, ndr) il Patto per il territorio manifesterà questo cambiamento, evitando l’inquinamento e danni sia alla coalizione che allo stesso Gallo, cambiando nome. Sto pensando di rappresentare il risveglio della città con il nome di “Buongiorno Agrigento”. Perché la gente deve guardare bene nel proprio futuro e capire che non può affidare la città a chi non ha fatto finora nulla per lei, ma farà danni per i 100 anni a venire: parlo di Alfano, Di Mauro e colui che sostengono, anche se lo apprezzo come persona ma che politicamente ha dei progetti che non posso condividere per Agrigento. Noi siamo aperti a tutti, a chiunque voglia davvero far parte non solo di un movimento civico ma di un progetto di rinascita. Se Alessi dirà di no, noi diciamo che tutto ciò che hanno architettato "i potenti" è riuscito e Firetto sarà eletto come avvenne a Porto Empedocle, "senza contraddittorio". In quel caso, se Alessi non accetterà, non voterò. Aspettiamo di sapere da lui cosa farà, ma noi siamo fermi su di lui».

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