Elezioni Comunali 2015

Agrigento, «tre anime» del Pd in un vertice che non appiana i contrasti

C'è chi vuole Firetto ma senza Forza italia, chi "Agrigento 2020" ma senza Alessi, chi valuta una terza opzione. Forza italia osserva e intanto viene fuori una sua lista civica a sostengo del deputato Udc. Nel confuso panorama politico agrigentino è difficile trovare la sintesi delle posizioni dei protagonisti, proprio perchè alleanze e "schemi tattici" vanno visti in un'ottica più ampia, nella "partita" che si gioca in ambito regionale e non certo solo su scala provinciale

Alessi ha dichiarato la propria volontà di «andare avanti con la candidatura voluta dagli agrigentini, che lo testimoniano con le primarie», Firetto “abbraccia tutti gli uomini di buona volontà” ma con circospezione, perchè “un'etichettatura sbagliata” potrebbe far pendere malamente l'ago della “bilancia elettorale”, Raciti vorrebbe abbracciare a sua volta Firetto e l'Udc per riproporre l'esperienza di governo nazionale e regionale e, al contempo, “demonizza la presenza di Forza italia” nell'eventuale scenario politico che si prospetterebbe a sostegno dell'empedoclino.

In una riunione durata quasi 10 ore ieri i dem pare si siano spaccati su tre opzioni che riguardano l'eventualità di rimanere in “Agrigento 2020” ma con un altro candidato (perchè questo, anche per “ingenuità” ha «commesso degli errori nella rappresentazione di se stesso»), la possibilità di dare vita a un “vero polo di aggregazione” delle realtà di sinistra, collegate sia ai partiti che a movimenti civici, e la “linea” proposta dal segretario regionale seppure una delle costituende liste civiche per Firetto scaturisca dal vicecoordinatore regionale azzurro Giuseppe Ruvolo.

Sulla questione, Raciti ha affermato di voler avviare un confronto prima di qualsiasi decisione con Firetto che a suo dire avrebbe «preso le distanze da ipotesi di coalizione con Forza italia sia in forma civica che in forma politica».
Da Forza Italia il coordinatore regionale Enzo Gibiino non entra nel merito: «Vedo il clima politico estremamente nebuloso e confuso e aspetto che dal livello locale i vice coordinatori Riccardo Gallo e Giuseppe Ruvolo, oltre a Salvatore Iacolino, mi portino sul tavolo la sintesi». Bisogna anche dire che Ruvolo era assente al vertice tenuto ad Agrigento e che, secondo voci per si aspettano conferme o smentite, questi potrebbe addirittura lasciare i forzisti per un partito di centro che è parte del Gal, risolvendo, in questo modo, anche il problema posto dal Pd e l'eventuale impasse per il dpeutato Udc.
Lo stesso Firetto, a sua volta interpellato, ha diplomaticamente glissato sulla questione Forza italia e sulla lista civica riconducibile a un suo esponente: «Rispetto alla questione politica posta dal segretario dem, condivido pienamente l'esigenza di chiarezza e di nettezza circa l'intorno politico entro il quale si muove questa nostra esperienza civica - ha detto -. Oggi più che mai non serve confusione né, peggio ancora, servono dei pasticci. Quando avremo davanti liste e fatti ne potremo parlare».

E’ sempre più ingarbugliata la matassa? Con la dichiarazione di intenti del segretario regionale dei democratici, Fausto Raciti, forse qualche nebbia inizia a diradarsi rendendo un po' più nitido lo scenario: insistente è la voce per cui già a inizio anno, se non prima, Udc e Pd avevano iniziato un ragionamento teso a riproporre, come detto, l'esperienza di governo nazionale e regionale non solo ad Agrigento.

Vero o meno che sia, a darle corpo per qualcuno sono le dichiarazioni dello stesso Raciti circa il fatto che non avrebbe voluto le primarie nè “Agrigento2020” , ma bensì una «cornice chiara con forze politiche affini», e quella di Firetto che in una intervista di meno di un mese fa asseriva di aver rifiutato «un'esperienza con l'esclusione delle primarie» che passasse attraverso di lui, che non voleva «essere espresso dal “tavolo”», seppure le primarie siano un grande esercizio di democrazia. Da qui muove la certezza dell'opinione pubblica, desumibile anche dai social network, che fosse «già tutto deciso, e i renziani, tra le righe, lo stanno dicendo a gran voce che era quello che volevano», e che «per questo hanno dovuto sconfessare le primarie e Alessi che le aveva vinte».

Superando le considerazioni dell'elettorato in rete, in una situazione in cui gli equilibri sono ancora tutti da trovare, è bene pesare ogni parola e, appunto, non sbilanciarsi più di tanto.
La pensano certamente così i protagonisti del confuso panorama politico agrigentino, delle cui posizioni è difficile trovare una sintesi, proprio perchè alleanze e “schemi tattici” vanno visti in un’ottica più ampia, nella “partita” che si gioca in ambito regionale e non certo solo su scala provinciale.

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