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Matteo Orfini, presidente nazionale del Pd

Matteo Orfini, presidente nazionale del Pd

Elezioni, il "no" di Capodicasa per Agrigento: la "palla" passa a Renzi

L'unica notizia certa fino alla mezzanotte di ieri era che Angelo Capodicasa non si sarebbe candidato, si è così aperto lo scenario in cui il Pd avrebbe potuto fare dietrofront, rimanendo inoltre nella coalizione. La notizia dell'ultim'ora sarebbe che il Pd nazionale potrebbe dire un "si ma no" a Silvio Alessi, come dire: campo libero, fate ciò che volete, ma senza simbolo

L'unica notizia certa fino alla mezzanotte di ieri era che Angelo Capodicasa non si sarebbe candidato, si è aperto così lo scenario in cui il Pd avrebbe potuto fare dietrofront, rimanendo inoltre nella coalizione.

La notizia dell'ultim'ora, della quale si attendono conferme, è che il Pd nazionale potrebbe dire un "sì ma no" a Silvio Alessi, come dire: campo libero, fate ciò che volete, ma senza simbolo del Pd.

Riguardo alla candidatura di Capodicasa, ci avevano creduto in pochi che sarebbe potuta andare diversamente. Lui comunque lo ha ufficialmente comunicato durante la riunione "fiume" convocata dal segretario regionale Fausto Raciti.

Un summit che avrebbe dovuto concludersi in poco tempo, visto che la linea politica era stata stabilita nel corso di un'altra riunione: quella tenuta sabato scorso a Siculiana a cui avevano preso parte tutti gli esponenti della coalizione e nella quale, raccontano, Raciti avrebbe comunicato il veto dei vertici nazionali del partito a procedere sostenendo Silvio Alessi, seppure vincitore delle primarie.

Ieri sera, quindi, in un lungo intervento Capodicasa ha invece sciolto la riserva (cosa che ancora Alessi non accenna a fare non muovendo nè un passo avanti nè uno indietro) e il Pd agrigentino ha così deciso di "rimpallare" la situazione a Roma. Perchè una cosa è chiara: mentre Pdr e il Patto per il territorio, comunque si chiamerà da oggi in poi, hanno ribadito di volere Alessi, e mentre le altre forze della coalizione tacciono e il Pd si "contorce" su se stesso, in tutti permangono due consapevolezze. La prima è che esiste comunque un vincitore delle consultazioni dello scorso 22 marzo, e l'altra è che non c'è in atto nessun altro "papabile" con il quale magari "correre" in solitaria.

Ecco perchè della scelta (a dir poco obbligata) e dell'individuazione dell'eventuale sostituto dovranno farsi carico Matteo Renzi, il segretario nazionale, e Matteo Orfini, il presidente dell'Assemblea nazionale del partito che annunciò il "superamento delle primarie in maniera sbrigativa nei giorni scorsi in tivù definendo Alessi "non più rappresentativo, perchè da candidato civico era diventato un pò il candidato di tutti".

In giornata si attendono maggiori notizie, in uno scenario politico in continua evoluzione.

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