Elezioni Comunali 2015

Matteo Orfini a "Piazza pulita": «Alessi non ci rappresenta più»

Per il presidente del Pd il discorso è chiuso, le primarie sono annullate e l'imprenditore è stata "una svista". Ciò che bisogna capire, adesso, è se la stessa coalizione proporrà un altro candidato o se si seguirà la linea tracciata dai democratici, dai quali ci si aspetta invece il "vero nome" adesso

Matteo Orfini

«Avete fatto le primarie e poi le avete annullate ad Agrigento. Quando esce uno che non vi piace le annullate?», chiede Corrado Formigli a Matteo Orfini, presidente del Pd ospite di “Piazza pulita” a La7. E Orfini spiega: «Era un candidato civico, poi ha dichiarato che si sentiva un po’ il candidato di tutti, sia di destra che di sinistra, e per noi questo non può andare bene».

Non sempre la politica è “chiara” o tantomeno può dirsi sempre “leggibile” ciò che accade in quell’ambito. Ciò che salta agli occhi è però un’apparente “confusione”. L’annullamento delle primarie e la “non candidabilità” di Alessi adesso saranno ufficiali?

Il “Caso Agrigento” è balzato agli “onori” delle cronache nazionali per quello che il candidato per Agrigento e attuale sindaco empedoclino Lillo Firetto ha definito “Er pasticciaccio”, (prendendo a prestito “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda, ndr), nell’intervista pubblicata tra queste pagine pochi giorni fa.

Ora, se è pur vero che la coalizione “Agrigento 2020” davvero “trasversale” ha suscitato fin dall’inizio qualche incertezza nell’elettore medio, e da più parti si cerca di capire come realtà ed astrazioni tanto diverse possano mettersi assieme seppure il Governo regionale sia espressione di un progetto analogo, è vero anche che il Pd che ne fa parte sembra essere “andato” e “tornato” sui propri passi un bel po’ di volte.

Sembra, perché in realtà il nome di Angelo Capodicasa, venuto fuori dopo il vertice palermitano di sabato, non pare davvero essere la proposta ultima (ma è plausibile che possa adesso toccare a lui trovare il “papabile” da proporre agli elettori di sinistra).

E sembra, ancora, perché a Silvio Alessi, nonostante la confermata stima anche da parte del Pd, è stata probabilmente offerta l’occasione di fare un passo indietro mantenendo salvo l’”onore”. Tra il veto di Raciti e dei vertici dei democratici, tra un lancio di agenzia che conferma la candidatura di Capodicasa “sponsorizzata” anche dal segretario provinciale del Pd catanese, Enzo Napoli, e una dichiarazione in netto contrasto del segretario Zambito (anche su quanto stabilito proprio a Palermo), il candidato uscito vincitore dalle primarie non potrà che infilare la porta e salutare.

Anche perché, a parte Zambito e “Agrigento2020”, nessun altro esponente del Pd pare sia venuto fuori con un chiaro appello a rimanere. Anzi, una cosa davvero curiosa, e che suscita curiosità, sono le voci che arrivano dai “corridoi” della stessa coalizione e che fanno sorgere un interrogativo: Marco Zambuto e i renziani (che secondo molti sostenevano Alessi fino al punto da votarlo alle primarie) perché poi hanno scoperto, come afferma Giovanni Panepinto, il “sentimento di indignazione che prima non esisteva”?

Sempre da quei corridoi si leva un “sussurro” che parla di un incontro che si sarebbe consumato tra lo stesso patron dell’Akragas, il presidente dell’Assemblea regionale del Pd e Silvio Berlusconi per l’”avallo” di un progetto che vedeva Zambuto vice sindaco in caso di elezione di Alessi: “gossip”? Chiacchiericcio? Poco cambia (o forse no) alla luce dei fatti che vedono ancora una situazione di totale incertezza e confusione, mentre non si sa chi candida chi e chi sostiene chi, con le “bandiere” di partito “piegate e risposte” dietro liste civiche e diversi movimenti che provengono “dal basso”.

Ciò che bisogna capire, adesso, è se la stessa coalizione proporrà un altro candidato o se si seguirà la linea tracciata dai democratici, dai quali ci si aspetta invece il “vero nome” adesso. Si tratta, comunque, molto probabilmente, di un “regalo” ai loro oppositori in queste Amministrative il modo in cui si sta conducendo l’intera vicenda: non solo la coalizione, ma anche l’elettorato è confuso. Alessi, che di calcio se ne intende, definirebbe questo un autogol del Pd?

Di certo Firetto e le realtà vicine in questi giorni non risparmiano i “l’avevamo detto”, salvo poi cercare di far proseliti anche tra le fila di “Agrigento2020”. Ma, come in una partita vera, i capovolgimenti di fronte e i contropiede sono dietro l’angolo. Il 2 aprile Raciti sarà ad Agrigento. Staremo a vedere.

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