menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Lillo Firetto

Lillo Firetto

Elezioni, Lillo Firetto: «Avrò nella squadra anche gente di sinistra»

Uno dei candidati più "quotati" ha risposto a diverse domande: parla della "speranza di cambiare" degli agrigentini. Ecco come si racconta e racconta le proprie intenzioni

Con il carisma di chi sa ben “schermarsi” e al contempo apparire empatico, aperto e alla mano, facendo trapelare solo “quanto serve” grazie all'esperienza maturata e a una certa propensione a fare politica, Lillo Firetto ha risposto a qualche domanda che ben delinea, anche con i "non detti" che si leggono tra le righe, i progetti di uno dei probabili futuri sindaci di Agrigento. Uno di quelli che "smonti" difficilmente, che sembra gioire veramente anche di piccole conquiste (come l'abbellimento di una strada magari di periferia) e aver capito che per fare felici i singoli bisogna partire dal rendere migliore la vita della comunità nella sua interezza, prima.

Dal “coraggio di cambiare” di Zambuto, che molti ricordano, Firetto adesso parla della “speranza di cambiare” degli agrigentini. Ecco come si racconta e racconta le proprie intenzioni.

Da diversi mesi si parla della sua candidatura, lei ancora non ufficializza: perché?

Perché le campagne elettorali non possono durare la vita, debbono durare il tempo necessario a prepararsi al voto. Continuo a fare il parlamentare inoltre e comunque una campagna elettorale troppo lunga non serve.

Ai suoi detrattori, che si chiedono come mai non abbia lasciato prima la carica di sindaco per dar modo a Porto Empedocle di non essere commissariata, cosa risponde?

Rispondo che intendo stare al Comune fino all'ultimo minuto utile per fare le cose che servono, rimanendo fedele al mandato. A tutt'oggi sto lavorando con i dirigenti. Continuo a fare il sindaco con lo stesso entusiasmo del primo minuto che ho salito quelle scale e utilizzo bene il mio tempo. Anche i miei colleghi parlamentari mi hanno rimproverato di mettere in primo piano il ruolo di sindaco, che ho voluto fare in maniera ancora più impegnata, rispetto a quello di deputato.

Quali sono i suoi progetti per Agrigento, se dovesse candidarsi e vincere? Le tre cose su cui agirebbe immediatamente (ci dica come anche, nel concreto).

C'è da fare un grosso sforzo sul tema della rigenerazione urbana: non serve solo a far vivere meglio il cittadino, ma le migliorie possono essere esse stesse elemento di sviluppo economico che si lega ad una città. Quindi penso al centro storico e alla via Atenea che sono funzionali alla crescita di Agrigento. Poi servono azioni di ordinaria amministrazione: le buche lungo le strade, la pulizia, attenzione per i tanti quartieri un po' lasciati indietro per troppo tempo.
E' l'essenziale che manca, si pensi che il nuovo asfalto alle strade agrigentine è stato concesso quando venne il Papa, quando passò il giro d'Italia e quando i soldi che dovevano servire per via Empedocle vennero stornati su altro lasciando un'opera non realizzata, che è anche grave perchè si sposta da un'opera infrastrutturale sull'ordinaria amministrazione.
Poi penso anche alla cattedrale, magnificenza di cui non si fruisce, e a un  centro storico senza via di fuga e che non porta al suo interno persone. Elementi non solo simbolici ma anche di un forte mutamento di tendenza che una città deve realizzare. Tre cose non sono sufficienti: non partiamo da zero, ma da meno 1.

C’è una grande discussione aperta sul fatto dell’appoggio o meno dei partiti. Lei dice di voler correre soltanto con liste civiche, o comunque di non scendere in campo con simboli di partiti. Dall’altro lato, però, sembra esserci una lunga fila di simboli che le tirano la giacca. E’ così?

Il punto nodale che io ho posto è diverso: quando ho iniziato la ricognizione di volontà delle varie forze politiche e dei movimenti civici della città ho immaginato che poiché è a pezzi fisicamente e culturalmente, sotto il profilo delle speranze perdute, nega la sua stessa bellezza a sè stessa, ed è un grande deficit: ho pensato potesse nascere una esperienza di salute pubblica, attraverso un percorso in cui le forze politiche devono fare un passo indietro. Ecco perché quando incontrato alcuni soggetti di "Agrigento2020" e mi è stato spiegato che poteva nascere un'esperienza con l'esclusione delle primarie che passasse attraverso me mi sono sottratto, non per arroganza, ma perché non volevo essere espresso dal “tavolo”, e per non far torto a nessuno mi sono sottratto alla suggestione venuta dall'altra “metà del campo”.

Quindi non per “paura” della reazione della gente rispetto al ritorno alle vecchie candidature di partito?

Io intendo rivolgere un appello civico alla città, a quanti ci vogliono stare, senza “finzioni sceniche”, indipendentemente dalle colorazioni. Se “Agrigento2020” se fosse venuta fuori alla luce del sole sarebbe stato diverso. Invece “finzione” sono le primarie che si fanno solo qua, per eleggere qualcuno che non c'entra con l'esperienza delle primarie che nascono dal c.sinistra e che ad Agrigento non sono del centro sinistra.

C’è, c’è stata o non c’è una discussione aperta con il Nuovo centrodestra del ministro Alfano per un eventuale accordo in vista delle elezioni?

Nel mese di gennaio al Ministero, dove mi trovavo per questioni legate a Porto Empedocle, l'ho incontrato e mi ha chiesto con stupore il perché scegliessi di lasciare l'attività da deputato, quasi che mi fossi “retrocesso” da solo. Ha detto che è a favore di chi vince, per dare sostegno a chiunque sarà chiamato a governare.

L'anno scorso si diceva disponibile a candidarsi, ma con il sostegno della società civile. E tutt'oggi abbiamo notizia di varie consultazioni con il mondo dell'associazionismo e della gente comune, come lei stesso la definisce. Ancora una volta ci chiediamo il perché: lei è sempre stato un politico di centro, con una chiara collocazione all'interno di un partito. Quindi perché adesso niente partiti?

I simboli non mi identificano. Se c'è l'Ncd di cui tanto sento parlare per esempio, non mi identifico con l'Ncd né con altri simboli. Mi identifico con un'esperienza diversa, facciano tutti un passo indietro, anche tre, se hanno amore per la città: perché Agrigento ha bisogno di discontinuità.

Quindi niente accodi, compromessi, niente “pianificazione” in vista dell'azione amministrativa?

Punto ad avere una maggioranza in Consiglio da subito se vinco. Dobbiamo lavorare, senza perdere tempo cercando accordi per il sostegno che poi dovrebbe essere implicito perché serve a lavorare per il bene della città. Penso di scegliermi una squadra io, penso di dover avere le mani libere rispetto alla macchina amministrativa oggi seriamente messa discussione da tanti, per la quale penso ci voglia azione di ri-motivazione del personale e la sua riorganizzazione.

VIDEO | Guarda anche l'intervista doppia Firetto-Marcolin

L’esperienza empedoclina è stata segnata dalla continua apertura di nuovi cantieri a Porto Empedocle, frutto delle varie partnership con enti privati e imprenditori (Moncada: ex area Montedison, rotatoria porto. Enel: eventi estivi, varie opere con fondi compensativi). Pensa di affrontare una simile situazione anche ad Agrigento? Pensa che c’è davvero qualche imprenditore disposto a mettere a disposizione del comune il proprio portafogli?

Bisogna ricordare anche gli imprenditori come Bellavia, Abate meccanica e altri. C'è stata una città che da un certo momento, in un tempo in cui non avevamo soldi per fare niente, ha deciso che si poteva spendere per il bene comune. Ad Agrigento penso ci siano tanti che hanno voglia di cambiare, voglia di risalire, che ha speranza. Tanti imprenditori, e la pulce me l'hanno messa in testa i commercianti di via Atenea, mentre c'era Zambuto in carica.

E riguardo ai soldi pubblici?

Non mi sottraggo alla domanda su dove prendere i soldi: vengo da un'esperienza in cui la situazione era davvero precaria sul piano economico.  Agrigento i soldi li ha avuti, è che è stata amministrata male e i soldi sono stati persi. Ha per esempio debiti fuori bilancio, 24 milioni dal 2008 al settembre 2014.

Lei è un dirigente Enel e ha sempre politicamente appoggiato la realizzazione del rigassificatore. Gli agrigentini, come ben saprà, non lo vogliono. Vuole dirci in quel caso cosa farà?  In un suo comunicato ha detto che non farà “nessun atto per l'impianto”: ma nel senso che rimarrebbe a guardare senza schierarsi con loro?

Non inseguo “scecci ca volanu” nella mia vita. L'amministratore di Enel energie è andato oltre, rischiando la caduta delle quotazioni azionarie, dicendo che l'impianto è autorizzato, hanno una “concessione perfetta” ma se non viene dichiarato strategico ottenendo aiuto dello Stato, non si fa e comunque venderebbero la concessione. Non andrei di certo a manifestare, ma il problema non si pone perché non si fa.

Perché gli agrigentini dovrebbero votarla? Facciamo un po' di “pubblicità comparativa”: quali sono gli strumenti che pensa di avere in più rispetto agli altri? Perché lei potrebbe risollevare le sorti della città?

Ho maturato esperienza sul campo che è lì, sotto gli occhi di tutti. Ho sentito gente che mi diceva tante cose belle sul fatto che si sentirebbe sicura di avermi ad amministrare perché un conto è essere alla prima volta, un conto è avere come ho avuto io gente da amministrare in un'azienda, a gestire uomini e mezzi, e anche in Comune che mi ha dato modo di cimentarmi con la macchina amministrativa.

Cosa risponde a chi, da empedoclino, la accusa di aver fatto poco per le periferie e di aver “mollato” la Città marinara già con l'elezione a deputato regionale?

Parla ciò che abbiamo fatto dal 2012, e il fatto dei colleghi deputati che mi vedevano molto concentrato su Porto Empedocle lo testimonia. Quindi non solo non è vero, ma parlano le opere consegnate alla città. La Stazione marittima, gli impianti sportivi, la pulizia e il ripristino di altre strutture sportive e tanto altro. Sul piano amministrativo ho dato l'anima.

Se dopo l'elezione a sindaco dovesse correre per il Senato, che accadrebbe ad Agrigento che, “malato per nulla immaginario” ha, invece, bisogno di una presenza costante e di “cure” continue per “guarire”?

Qui il carrierismo in politica è sempre stato sovrano , nessuno può pensare che il mio lo sia. Non ci si imbriglia in una città come Agrigento, con un grave rischio di riuscita per tante ragioni, e in una città dove per ricandidarmi alla Regione dovrei dimettermi 6 mesi prima. I comuni più grossi avrebbero i senatori, non penso Agrigento. Posso giocarmi la partita diversamente, non certo per fare il senatore che è destituito di ogni competenza, ne ha di meno di certo rispetto a quelle che ha la Camera dei deputati o lo stesso Parlamento regionale.

L'anno scorso si diceva disponibile a candidarsi, ma con il sostegno della società civile. E tutt'oggi abbiamo notizia di varie consultazioni con il mondo dell'associazionismo e della gente comune, come lei stesso la definisce. Ancora una volta ci chiediamo il perché: quindi ribadiamolo, niente partiti, perché?

Ho avviato una interlocuzione con la città, e quello mi interessa, ho abbandonato il vecchio modo di procedere, tant'è che le liste con cui mi candido sono due liste civiche: “Agrigento cambia” e “Agrigento rinasce”.

La squadra di governo sarebbe composta da cittadini competenti scelti per le loro capacità ed esperienze maturate, appunto, o da “volti nuovi della vecchia politica”? Perché è purtroppo difficile che nessuna forza politica stia a lungo a guardare.

Non voglio politici di professione, ma gente con competenze. Se poi tecnico significa alla Crocetta che non ti candidi e poi fai l'assessore, dico di no. Chiederò a tutti coloro che vogliono costruire assieme a me, e stare nella squadra di Governo, di fare il bagno elettorale, di metterci la faccia con le liste. E ho intenzione di dare deleghe coerenti ai saperi, alle competenze delle persone.

E se ci fosse gente competente che “ci mette la faccia” in altre liste e schieramenti?

Vorrei aprirmi a tante aree culturali presenti, anche diverse: una realtà come Agrigento lo richiede. Io avrò certamente nella squadra anche gente di sinistra. Pescherò comunque preferibilmente dalle mie due liste. Poi vedremo se ci sarà percorso condiviso e per adesso parlo della situazione “in casa mia”.

Attualità: la coalizione Agrigento 2020, una battuta sulla coalizione, vorremmo sapere come la “legge” lei questa compagine trasversale.

“Agrigento 2020” ha visto scoppiare il caso, un grande chiasso sia dentro a Forza italia che nel Pd, soprattutto nel mondo della sinistra dove sono avvenuti i processi più veementi, con le dimissioni di Milioto in occasione dei primi vagiti di questa ipotesi quando vide profilarsi “Er pasticciaccio brutto", poi si è dimessa la vice segretaria provinciale Deliberto e tra tutti anche Lauricella parlò di “falsarie”. C'è un problema al loro interno e rispettosamente lascerei a loro consumare questi riti.

Sui candidati di cui si è parlato di più nelle cronache: ci dica 3 aggettivi su ciascuno, qualcosa che li identifica, o una definizione se preferisce.

Alessi mi sembra un buon ragazzo. Bellini un professionista molto volenteroso. Vita è un'amabilissima persona. Marchetta ha un suo passato che rispetto. Su Di Rosa, viste le polemiche dei giorni scorsi, preferisco non dire nulla al momento. A Marcolin direi: «Abbiamo già dato», “L'uomo delle stelle” di Tornatore mi pare scolpisca bene certi profili.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

"Belt and Road Exibition 2021”, Agrigento presente alla fiera on line

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

AgrigentoNotizie è in caricamento