Agrigento, Di Rosa: «Un pezzo di Valle dei templi è stato svenduto»

Questa la denuncia del candidato sindaco Peppe Di Rosa che, documenti alla mano, racconta di come un pezzo del giardino di Villa Genuardi sia stato venduto a una struttura alberghiera prossima senza, secondo quanto riferisce, il necessario rispetto delle norme, senza un bando pubblico, senza un decreto del presidente della Regione che doveva ratificare l'atto di compravendita

Giuseppe Di Rosa

«Hanno svenduto un pezzo di Valle dei templi».

Questa la denuncia del candidato sindaco Peppe Di Rosa che, documenti alla mano, racconta di come un pezzo del giardino di Villa Genuardi sia stato venduto ( per circa 10mila euro) a una struttura alberghiera prossima senza, secondo quanto riferisce, il necessario rispetto delle norme, senza un bando pubblico, senza un decreto del presidente della Regione che doveva ratificare l’atto di compravendita. E, per finire, tutto sarebbe avvenuto "in barba" al fatto che si tratta non solo di “Zona A”, ma anche che ai vincoli si sommi il fatto che la Valle è di uno dei beni che l’Unesco ha definito “Patrimonio dell’Umanità” e, per questo, inalienabile in toto o in parte. Senza contare, sottolinea Di Rosa, che la comunità dall'atto non trae alcun beneficio concreto.

«La Villa Genuardi - dice Di Rosa - è una delle ville più belle di tutto il territorio agrigentino e rappresenta uno dei beni culturali di maggiore interesse storico, paesaggistico e archeologico. Ricade all'interno della Valle dei Templi di Agrigento, sottoposta a tutela archeologica e paesaggistica. E' utile sottolineare che, oltre ad appartenere alla pubblica utilità del demanio Regionale, l'edificio era originariamente una villa signorile e che adesso un pezzo del giardino della 'vecchia cascina' è stato venduto alla società che gestisce l’albergo attiguo».

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Di Rosa aggiunge che la segnalazione è giunta nelle sue mani tramite «la copia di una lettera anonima, indirizzata alla Procura e all’Assessorato per i Beni culturali - spiega l’ex vice presidente del Consiglio agrigentino -: nel documento si legge che una porzione del giardino dell'edificio è stata ceduta ad un prezzo irrisorio e senza la pubblicazione di alcun bando pubblico, e che poteva essere curata dai tanti dipendenti forestali invece di essere ceduta ad un privato a discapito dei cittadini»

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